Nel 2015 il debito estero della Moldova raggiunge il 100% del PIL. Nel maggio di quest’anno l’FMI ha rivisto radicalmente le previsioni per lo sviluppo economico
L’FMI (Fondo Monetario Internazionale) e la Banca Mondiale hanno congelato il finanziamento dei progetti della Repubblica di Moldova e dunque, l’UE può smettere di finanziare la riforma del sistema giudiziaria a causa dell’inadempienza. In queste condizioni, a un massimo di 8 settimane, il governo entrerà in default. Inoltre, i politici moldavi hanno optato non per l’eliminazione delle banche in difficoltà, come hanno chiesto l’FMI e la Banca Mondiale, ma per la nazionalizzazione della Banca de Economii.

La popolazione ha già sentito le carenze del sistema bancario e finanziario del paese e la Banca Nazionale della Moldova ha già concesso i prestiti per aiutare le banche a resistere al richiamo di massa dai depositi della clientela.
L’FMI ha raccomandato al governo di Chisinau ad accelerare le misure per comporre i crediti incagliati per aiutare il mercato del lavoro, migliorare il contesto imprenditoriale e per evitare il peggioramento dell’economia moldava. Le relazioni tra la Moldova e l’FMI sono state bloccate due anni fa a causa dell’inadempienza di alcuni obblighi del governo della Repubblica.
Il Direttore della Banca Mondiale per la Moldova, Alex Kremer, ha annunciato il congelamento delle relazioni con il Paese. Questo significa che la Repubblica non riceverà il supporto per il budget di 45 milioni di euro previsti per il 2015.

L’ex Ministro delle Finanze Vyacheslav Negruta ha spiegato, che in queste condizioni il governo della Moldova ha a disposizione non più di 6-8 settimane per evitare il collasso. Il rischio che il governo non sarà in grado di effettuare i pagamenti nazionali rimane uno dei principali. Il Leu moldavo ha cominciato a deprezzarsi cinque giorni dopo le dimissioni del governo guidato da Chiril Gaburici.
Nel 2015 il debito estero della Moldova raggiungerà il 100% del PIL. A maggio di quest’anno l’FMI ha revisionato radicalmente le sue prospettive per l’economia e ritiene che il PIL di quest’anno diminuirà dell’1%, rispetto alla crescita del 3,5% prevista nel ottobre di 2014.
Il Fondo Monetario Nazionale stima che nel 2015 il debito pubblico aumenterà di oltre il 52%. Questa è la più grande crescita nell’Europa Centrale, Orientale e Sud-Orientale, il debito pubblico infatti ha già raggiunto il 48% del PIL mentre nel 2014 si era fermato al 31,5% e nel 2013 al 23,8%.

