Il Presidente rumeno lega l’adesione di Chișinău ai veti di Budapest.
La scadenza è fissata: entro fine giugno la Moldova saprà se può iniziare i negoziati con l’UE. Lo ha annunciato Nicușor Dan dopo il vertice di Erevan. Ma non è un percorso in discesa.

Il destino di Chișinău è legato a doppio filo a quello dell’Ucraina. Il problema principale? L’Ungheria. Budapest usa il veto per giocare la sua partita sui fondi europei e sui diritti delle minoranze a Kiev. Se non si sblocca l’impasse ungherese, la Moldova resta alla porta.
Nicușor Dan è stato netto: la cooperazione tra le due sponde del Prut va a gonfie vele, soprattutto sull’energia, ma ora serve il passo formale. L’obiettivo è aprire il primo capitolo negoziale sulle basi democratiche. Noi spingiamo, ma la palla passa a Bruxelles (e a Budapest).

