Il presidente Nicolae Timoft ha deciso di presentare pubblicamente la sua posizione sugli ultimi giorni di proteste dicendo che la situazione socio-economica è difficile ed, in particolare, la drammatica situazione nel settore finanziario e bancario ha causato il malcontento naturale della società
Il Capo dello Stato ha riferito che non avrebbe dato le dimissioni, come richiesto dai manifestanti perchè «una decisione del genere potrebbe causare instabilità in Moldova».

«Non voglio dare le dimissioni. Il vuoto di potere causerà una nuova crisi politica. Sono diventato Presidente del paese per porre fine all’instabilità che è durata due anni e mezzo. Non voglio provocare una nuova crisi simile. Bisogna capire che il caos creato nella Moldova verrà usato da quelle forze interne ed esterne che hanno sempre agito durante la storia moderna per destabilizzare il nostro paese e trasformarla in una provincia» ha dichiarato Nikolai Timofti.
Il Presidente ha sottolineato che condivide molte delle affermazioni dei manifestanti e deplora il fatto che i cittadini si sono trovati in una situazione drammatica e sono costretti a difendere i loro diritti per le strade.
Timofti ha riconosciuto che è consapevole dei problemi urgenti del paese, anche nel settore della difesa, della sicurezza, ed il settore finanziario e bancario. Inoltre, il Capo dello Stato è convinto che il Presidente della Banca nazionale doveva dimettersi o essere avvicendato, ma ha comunicato che non ha avuto abbastanza influenza per farlo. Secondo Timofti, il Presidente dello Stato in un paese di diritto non può avviare un procedimento penale e imporre pene.
«Sono sorpreso che il Capo della Banca Nazionale è ancora in carica, così come tutta la sua squadra amministrativa. Ma per quanto mi ricordo, il suo licenziamento non è una prerogativa del presidente. Ho richiamato l’attenzione delle agenzie governative sulle altre decisioni discutibili degli ultimi anni, che colpiscono gravemente la sicurezza nazionale. In particolare, stiamo parlando del trasferimento dell’Aeroporto Internazionale di Chisinau come una concessione ad una ditta privata, che è guidato da persone controverse. Ho ordinato di pubblicare le lettera inviata da me alle strutture statali, in quali esprimo la mia profonda preoccupazione per tutti questi problemi» ha detto Nicolae Timofti.

