“La Moldova ha bisogno di una riforma radicale o rischia di diventare il prossimo centro della crisi di sicurezza in Europa”, lo ha detto il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Thorbjorn Jagland
Secondo l’articolo firmato dallo stesso Jangland e pubblicato sul New York Times, Chisinau dovrebbe imparare la lezione dagli avvenimenti in Ucraina e prevenire tali sviluppi nella Moldova.

«Nel corso degli ultimi sei anni, dal momento che in Moldova è venuto al potere il partito europeista, è stato fatto poco per aprire l’economia e le sue istituzioni, anche se è stato registrato un certo aumento delle esportazioni e una crescita economica» ha dichiarato il Segretario Generale.
Jagland ha sottolineato il notevole livello di corruzione dello Stato, evidenziando anche che il livello estremamente basso di reddito ha costretto centinaia di migliaia di moldavi ad emigrare.
«Il finanziamento esterno è sospeso in attesa di azioni concrete per combattere la corruzione e mettere in ordine il settore finanziario. Se il governo non prende le misure per il ripristino immediato di sostegno esterno, il Paese dovrà affrontare una grave crisi economica. I programmi sociali per i poveri saranno tagliati poco prima i rigidi mesi invernali» ha avvertito il Segretario Generale, promettendo che il Consiglio d’Europa è pronto ad aiutare alla Moldova nell’attuazione delle riforme che siano coerenti con i standard internazionali.
Jagland ha attirato l’attenzione sul grave deterioramento dei rapporti negli ultimi mesi tra l’autorità della Repubblica di Moldova e la Transnistria, che fa temere che la Transnistria possa ripetere il destino della Crimea.
Thorbjorn Jagland ha sottolineato che la coalizione filo-europea di nuova costituzione ed il nuovo governo della Repubblica Moldova devono agire rapidamente per evitare la proliferazione della crisi dello Stato.


