Secondo l’associazione Promo-LEX, in Moldova un sindaco su cinque è donna, i dati sono stati calcolati a seguito delle elezioni locali tenutesi il 14 giugno 2015
Il rapporto firmato Promo-LEX dimostra che ci sono 184 sindaci eletti che rappresentano il sesso gentile, che è il 20,49% del numero totale dei capi delle amministrazioni locali.

Il maggior numero delle donne-sindaco sono nel Partito Liberal-Democratico della Moldova con 57 primi cittadini e il Partito Democratico con 51, seguono in ordine il Partito Comunista con 22 donne, il Partito Liberale con 15, il «Nostro partito» e il Partito Socialista con 10. Infine, sono 14 le donne elette che sono passate come candidati indipendenti.
Il «Partito del Popolo» del movimento «Uguaglianza» ed il Partito «La nostra casa – Moldova» non hanno nessuna donna-sindaco.
Confrontando la statistica delle elezioni precedenti del 2011, Promo-LEX fa notare che da allora è cambiato poco: dei 898 sindaci 166 erano donne, cioè 18,51%. A livello dei consulenti di primo e secondo livello tale percentuale era a livello di 7,57%.
Secondo l’esperto di Promo-LEX Alena Apostu, «questi dati dimostrano che nella Repubblica Moldova domina il patriarcato e numerosi stereotipi per quanto riguarda il ruolo delle donne nel processo decisionale e in cabina di regia».
L’Associazione si propone di avanzare modifiche alla legislazione attuale al fine di far garantire ai partiti il rispetto di un numero proporzionale di donne e uomini nei consigli amministrativi. Anche in Moldova, quindi, si apre la questione delle cosiddette «quote rosa».

