I moldavi si scoprono vulnerabili
In preoccupante aumento i casi di violazione del diritto alla privacy della posta elettronica.

Il Procuratore Generale ha diffuso i dati relativi alla lotta alla criminalità informativa nei primi sei mesi del 2018.
I numeri parlano chiaro: su 51 casi criminali registrati nel mondo dell’informatica, 18 casi penali riguardavano la violazione del diritto alla segretezza della corrispondenza, 15 cause penali sono state intraprese per pornografia infantile, sette procedimenti intrapresi per violazione dell’inviolabilità della vita personale quattro per reati contro la proprietà intellettuale, quattro per crimini informatici generici, e tre per la produzione di carte di credito false.
Dei procedimenti avviati, solo alcuni sono approdati a sentenza: due condanne per frode informatica, due per violazione della corrispondenza, due per accesso indebito a servizi di telecomunicazione.
Per gli altri casi individuati, ci vorrà più tempo, ma presto si giungerà all’individuazione certa dei responsabili, e all’assegnazione dell pene previste dalla legge

