Sta per essere approntata la difficile situazione in cui versa la Transnistria. Andrian Candu spera a breve di poter inserire la regione separatista filorussa nella zona di libero commercio con l’Ue
La difficile situazione in Transnistria, regione separatista filorussa della Moldova orientale, potrebbe essere ad un punto di svolta. Andrian Candu, il presidente del parlamento della Moldova, auspica infatti che entro fine anno possano essere ripresi i negoziati per la risoluzione del conflitto. Sul tavolo di confronto non solo i problemi esistenti ma anche le proposte per risolverli e per migliorare così la qualità della vita di “coloro i quali risiedono nelle zone di sicurezza sulle rive destra e sinistra del fiume Nistro (Dniester)”.

Per evitare che la situazione della Transnistria degeneri ulteriormente non è possibile altro accomodamento se non l’inclusione della regione filorussa “nella zona di libero commercio con l’Ue“. Questo il punto di vista di Andrian Candu. Sull’argomento si è sbottonato pure il presidente filorusso della Moldova Igor Dodon. Durante un’intervista rilasciata al quotidiano russo “Moskovskii Komsomolet” ripresa poi dall’agenzia moldava “Unimedia” il politico si è dichiarato ottimista sul futuro della regione separatista della Transnistria: “Nel 2018 ci sarà una nuova maggioranza parlamentare che avrà una visione non aggressiva sulla questione riguardante la Transnistria e la Gagauzia, e questo permetterà progressi nella soluzione dei problemi“.
Per non parlare poi della possibilità di estendere nel 2020 il diritto di voto, in occasione delle elezioni presidenziali in Moldova, a entrambe le rive del fiume Nistro. Si spera insomma di poter dar vita ad uno stato unificato che faccia capo ad una nuova costituzione. Il popolo avrà voce finale sulla forma dell’Unione grazie ad un referendum. Solo così sarà possibile preservare la statalità della Moldova. Parola di Dodon.

