Le sfide che il popolo musulmano ha dovuto affrontare in Moldova ha fatto sì che questo riuscisse a conquistare i diritti che gli erano propri
Una moschea nei sobborghi di Chisinau, un tempo non sarebbe stata possibile.

Oggi quella moschea c’è, e la sua esistenza in quanto luogo di aggregazione di chi crede nella religione islamica, non può più esser messa in discussione, per legge.
Non senza qualche difficoltà, infatti, dal 2011 la Lega Islamica di Moldova è entrata a far parte a pieno titolo delle organizzazioni religiose autorizzate dallo Stato.
Anche prima del 2011 si poteva essere musulmani in Moldova, con la differenza però che oggi, entrando in un luogo di culto, o uscendone, non si rischia di essere schedati dalle forze dell’ordine. Sergui Sorchica,
Presidente della Lega Islamica in Moldova, ricorda bene i tempi bui, quando conveniva rimanere nell’ombra. Oggi, nonostante le vivaci proteste della Chiesa Ortodossa, i musulmani sono liberi di professare il loro rito come meglio ritengono.
Rientrano infatti tra le 2600 religioni autorizzate dallo Stato. Attiva in Moldova anche la Lega Islamica delle donne di Moldova. Primo passo: indossare liberamente l’Hijab.

