Pavel Filip concede una lunga intervista durante la quale tira le somme del governo ripercorrendo le gesta passate con un occhio sempre al futuro
In una lunga intervista concessa alla Moldpres, il primo ministro moldavo Pavel Filip tira le somme dell’azione di governo, ripercorrendone i passi principali e programmando quelli futuri.

Se il 2016 fu un anno di stabilizzazione, ed il 2017 di consolidamento economico nel campo di redditi, investimenti e riforme strutturali, il 2018 potrebbe essere l’anno del sospirato sviluppo.
Riforme come la deburocratizzazione, la digitalizzazione delle procedure, hanno non solo favorito cittadini ed imprenditori interni, ma anche attirato capitali dall’estero, ed in particolare dai paesi dell’UE, con la quale relazioni, accordi e protocolli d’intesa sono cresciuti proporzionalmente ai progressi dimostrati dalla Moldova nella gestione della cosa pubblica.
Nel corso dell’intervista Pavel Filip si mostra fiero dei passi percorsi nella direzione dell’occidente, e auspica una convivenza meno problematica con la Russia, dicendosi costantemente aperto al dialogo anche con Mosca.
Sulla questione della Transnistria il primo ministro, incoraggiato dalle prime aperture al dialogo avvenute nel 2017, si aspetta di ricondurre la situazione alla normalità il prima possibile, contando su colloqui e negoziazioni.

