Dopo la decisione della Corte Costituzionale di sospendere in via temporanea Dodon, anche presidenza della Repubblica di Moldova dice la sua
Prosegue la questione relativa alla sospensione di Igor Dodon.

L’ormai ex capo del governo ha pagato a caro prezzo la sua decisione di non nominare per ben due volte Eugern Sturza come Ministro della Difesa, nome fortemente voluto invece da Pavel Filip, il Primo Ministro moldavo.
Per la stessa carica Dodon aveva invece proposto Victor Gaiciuc.
Esasperato dall’ennesimo rifiuto, l’esecutivo ha deciso di rivolgersi alla Corte Costituzionale nell’intento di capire le motivazioni del Presidente moldavo.
E dopo poco la Consulta ha dichiarato illegittima l’azione di “sfida” di Igor Dodon perpetrata a danni della Costituzione tanto da arrivare addirittura a sospenderlo in via temporanea dal ruolo di Presidente.
Sull’argomento si è espresso anche Maxim Lebedinschi, il consigliere presidenziale, il quale non ha riconosciuto la legittimità della decisione presa dalla Corte costituzionale moldava di sospendere il capo dello Stato, Igor Dodon tanto da arrivare addirittura tuonare: “La decisione di oggi della Corte, a mio avviso, determina una responsabilità penale. Tutti i giudici della Corte dovranno, prima o poi, risponderne d’avanti alla legge. La decisione di oggi è un atto complesso di usurpazione del potere statale che cerca di minare le istituzioni statali. Non riconosciamo questa decisione: un ministro nominato in questo modo non è legale”

