Candu si dichiara pronto ad assumere uno studio legale che stimi i costi internazionali provocati dalla presenza della Russia in Transnistria
“La Russia ha violato il diritto internazionale. Abbiamo intenzione di assumere uno studio legale che stimi i costi internazionali provocati dalla presenza della Russia in Transnistria. Stimiamo che l’importo sarebbe in miliardi di dollari. Il contingente militare russo è una minaccia per la sicurezza della Repubblica di Moldova, come si tratta di una presenza militare illegale, così come in Abkhazia, Ossezia del Nord (Georgia) o in Ucraina orientale”: queste le parole e le intenzioni di Andrian Candu.

Il Presidente del Parlamento moldavo si riferisce alle 2000 truppe russe presenti stabilmente sulla riva sinistra del Dnestr, fiume che funge da confine tra la Moldova e la regione secessionista della Transnistria.
Candu si spinge a parlare di vera e propria occupazione, e cita tra gli elementi poco rassicuranti la pressante campagna mediatica lanciata dalle emittenti filorusse, e l’intensificarsi dell’attività dei servizi segreti russi.
Nonostante tutto, il tema della presenza russa in Transnistria resta delicatissimo, se si considera che l’opinione pubblica è divisa in merito.

