Circa il 60% del raccolto delle uve da tavola sarà esportato in Europa e nella Comunità degli Stati Indipendenti, lo ha riferito il Presidente dell’Associazione dei produttori d’uva da tavola Gheorghe Gaber
Gaber ha detto che il raccolto sarà superiore di 85 mila tonnellate, delle quali 50 mila saranno esportate.

«C’è una grande domanda sulle uve moldave in Europa e nei Paesi del CSI, in particolare la Polonia, l’Ucraina, la Romania, la Bielorussia e la Svezia. È stato firmato il contratto con gli Emirati Arabi Uniti e la Spagna ha anche annunciato un suo interesse. L’anno scorso la maggior numero dell’uva è stata esportata in Russia, circa 25 mila tonnellate» ha detto Gaber.
Secondo il Presidente dell’Associazione dei produttori d’uva da tavola, il principale concorrente della Moldova sul mercato russo è la Turchia, che fornisce in generale l’uva rosata o bianca, mentre i russi preferiscono il rosso, in particolare la varietà «Moldova».

Gaber ha sottolineato che la cosa più difficile è soddisfare i volumi degli acquirenti, visto che i due terzi dei produttori di uve nella Moldova hanno i piantagioni fino a 10 ettari, in altri parole, non si ottengono grandi raccolte, mentre alcuni esportatori acquistano le uve da tavola a partire da centinaia o, addirittura, da migliaia di tonnellate.
«Dopo la crisi del 2006 (dovuta alla prima introduzione dell’embargo russo sui vini moldavi) la Repubblica Moldova ha iniziato a coltivare più uve da tavola. Così, il raccolto è aumentato dal 24,5 tonnellate nel 2010 al 85 mila tonnellate nel 2015, ma questa cifra non può soddisfare la forte domanda. Il raccolto potrebbe essere più grande se non avesse sofferto delle gelate fredde in primavera, che ha colpito sopratutto le regioni meridionali della Moldova. Inoltre, alcuni coltivatori curano insufficientemente le piantagioni e ciò influisce sulla qualità del raccolto» ha dichiarato l’ex ministro dell’agricoltura.

