La Corte Costituzionale moldava martedì ha approvato un disegno di legge per modificare l’articolo 13 e, di conseguenza, la lingua ufficiale della Moldavia
La Corte Costituzionale martedì ha approvato un disegno di legge firmato da 35 deputati per modificare un articolo della Costituzione così che sia il rumeno e non più il moldavo la lingua ufficiale.

Il progetto era stato avviato due settimane fa da un piccolo gruppo di parlamentari del Partito Liberale Democratico di Moldavia ed era stato firmato da altri deputati pro-europei in Parlamento.
Il tribunale ha dichiarato che la modifica dell’articolo 13 della Costituzione era solo un problema “tecnico”, come aveva già stabilito nel dicembre 2013 quando decretò che la lingua di Stato era il rumeno.
Allora la Corte concluse che la frase “la lingua rumena”, usata nella dichiarazione di indipendenza del 1991, aveva la precedenza giuridica sulla frase “la lingua moldava”, adoperata invece nella Costituzione.
Il disegno di legge deve ora essere votato in Parlamento e approvato con una maggioranza dei due terzi.
Igor Dodon ha però criticato la decisione del tribunale e ha chiesto un referendum sulla questione.
“Possiamo organizzare un referendum per chiedere ai cittadini qual sia la loro lingua preferita: il romeno o il moldavo”, questo il post apparso sulla sua pagina di Facebook.
Dodon ha accusato i partiti pro-europei e i giudici della Corte Costituzionale di essere “mercenari pagati con soldi stranieri” che stanno promuovendo un programma politico di riunificazione con la Romania e cercando di liquidare l’identità moldava.
Dodon ha avvisato i giudici che saranno responsabili delle loro decisioni qualora il Partito socialista pro-russo dovesse arrivare al potere in seguito alle elezioni parlamentari in programma alla fine del 2018.
Tudor Deliu, un democratico liberale nonché promotore del disegno di legge, ha affermato che la modifica all’articolo 13 della Costituzione “ristabilirà la verità storica”.
Attualmente la Costituzione decreta che il moldavo il rumeno siano la stessa lingua sebbene il primo faccia uso dell’alfabeto cirillico e sia stato ribattezzato moldavo quando il Paese finì sotto il controllo sovietico.
Il disaccordo sul nome della lingua ufficiale riflette in realtà l’identità conflittuale della Moldova.
Un tempo appartenente all’Impero zarista, la Moldova è entrata a far parte della Romania dopo la Prima Guerra Mondiale, prima cioè che l’Unione Sovietica l’annettesse in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo, con la caduta dell’URSS, è diventata uno Stato indipendente.
Tuttavia, l’indipendenza non è riuscita a risolvere la questione se il paese dovesse essere legato principalmente all’Occidente e alla Romania o invece alla Russia.

