Per la seconda volta quest’anno la Corte Costituzionale ha deciso di sospendere il Presidente Igor Dodon dalle sue funzioni
La decisione era nell’aria ed infine è giunta.

La Corte Costituzionale si è espressa positivamente in merito alla richiesta formulata da alcuni parlamentari di sospendere temporaneamente il Presidente Igor Dodon dal suo mandato, per consentire l’elezione di alcuni ministri in seguito al rimpasto di governo deciso da Pavel Filip.
La motivazione ufficiale: “Il rifiuto del Presidente della Repubblica di Moldova Igor Dodon di adempiere all’obbligo costituzionale e nominare i candidati ripetutamente proposti dal primo ministro per ricoprire il ruolo di ministri costituisce una violazione dei suoi obblighi costituzionali e del giuramento imposto alla sua nomina”.
A sostituire momentaneamente il Presidente sarà il Primo Ministro o il Presidente del Parlamento, al quale verrà affidato il compito di ufficializzare la nomina dei nuovi ministri.
Una volta effettuata l’operazione, Igor Dodon tornerà regolarmente in carica. La reazione di Dodon non s’è fatta attendere: sui social il Presidente tuona accusando la Corte Costituzionale di essere finita “nella zona grigia della democrazia e dello stato di diritto“.

