Igor Dodon punta dritto alle elezioni parlamentari anticipate e bolla come un’usurpazione al potere la nomina di Sturza al Ministero della Difesa
La querelle tra Igor Dodon e Pavel Filip ha avuto inizio il 12 settembre 2017 quando il capo dello Stato ha rifiutato la nomina di Eugen Sturza a Ministro della Difesa.

Dopo reiterati dinieghi a tale candidatura il governo si è rivolto in data 19 settembre alla Corte Costituzionale che, appellandosi all’articolo 91, ha ritenuto esistessero le circostanze per nominare un Presidente ad interim in grado di emettere il decreto di nomina del nuovo Ministro della Difesa.
Lo strappo istituzionale tra il Presidente, il governo e la Corta Costituzionale è culminato nella sospensione temporanea di Igor Dodon dall’incarico di presidente della Repubblica avvenuta in data 17 ottobre.
E quando Adrian Candu ha firmato il decreto di nomina di Eugen Sturza a nuovo capo del Ministero della Difesa, Dodon è insorto bollando il decreto come “una violazione della legge” e il comportamento dell’opposizione come una provocazione vera e propria.
Proprio per tale motivo Dodon ha chiarito di voler puntare dritto a “elezioni parlamentari anticipate”.
In fondo quello che è stato agito in Moldova attraverso la nomina del ministro della Difesa da parte dell’Assemblea parlamentare non è un semplice colpo di stato ma un’usurpazione del potere, “il più grave delitto mai fatto contro la Costituzione moldova”

