Arriva il Mea Culpa di Maxim Melinti, il prete sospeso dalla Chiesa a causa del suo sostegno alla comunità LGBT
“Voglio chiedere scusa di fronte a tutti i cittadini, amici, colleghi e al metropolita Vladimir per la situazione venutasi a creare. Chiedo perdono perché sono diventato una persona così chiacchierata negli ultimi 4-5 giorni. Mi pento, si! Mi dispiace davvero di non amare più di quanto potrei amare. Che non ho sempre avuto abbastanza pazienza per ascoltare l’uomo che doveva essere ascoltato.”

Con queste parole comincia il Mea Culpa di Maxim Melinti, il prete sospeso dalla Chiesa a causa del suo sostegno alle “minoranze sessuali” e al presunto contributo alla crescente notorietà del LGBT (lesbiche, gay, transessuali e trangender) in Moldova.
Maxim Melinti sostiene che in realtà nulla di chiaro gli è stato riferito circa le motivazioni della sua sospensione e la necessità di fare pubblica ammenda, che lui ha solo ascoltato tutti, indistintamente, e tentato di portare a Cristo il maggior numero di persone possibile, senza distinzione.
Ma si allinea “con umiltà e pazienza” alle decisioni della Chiesa, e chiede ai suoi cittadini (che sempre l’hanno difeso) di comportarsi con equilibrio. Le scuse pubbliche sono quindi arrivate. Sarà ora la Chiesa a stabilire se riammettere padre Maxim al suo servizio, o allontanarlo per sempre.

