Ieri, 20 agosto, dopo una pausa di quasi due anni, la Commissione per la Reintegrazione ha ripreso la sua attività governativa e Strelets vuole un approccio risolutivo diverso
I membri della Commissione si sono riuniti sotto la presidenza di Valeriu Strelets.

La Commissione ha valutato i progressi del processo di negoziazione ed ha analizzato i motivi della sospensione del dialogo tra Chisinau e Tiraspol.
Il Capo dell’organo esecutivo ha riferito che il governo dovrebbe sviluppare una nuova politica per la reintegrazione del paese, perché i precedenti tentativi sono risultati improduttivi.
«Ho sottolineato la necessità di un nuovo approccio a questo processo. Abbiamo bisogno di una nuova visione e un nuovo atteggiamento. Da un lato le posizioni regionali e dall’altro l’intenzione unitarista del governo centrale che per anni tengono divisi i due schieramenti. Questa situazione di instabilità – aggiunge Strelets – rappresenta per noi un vincolo e un impedimento ai fini del processo di integrazione europea».
Victor Osipov, Vice Primo Ministro per la Reintegrazione, ha espresso soddisfazione per il ruolo maggiormente presente degli Stati Uniti e dell’UE nel processo di negoziazione. Tuttavia, Osipov ha ribadito che l’attuale formato di negoziazione «5 + 2» non verrà modificato.
«Gli ultimi 25 anni di trattative e negoziati hanno manifestato l’insufficienza delle politiche di reinserimento, oggi stesso ho mandato un netto e chiaro segnale alla commissione affinché venga attuata una strategia più incisiva. La posizione di Tiraspol è esattamente il contrario di quello che vogliamo, è necessario ripensare nel complesso la politica di reintegrazione» questo è quanto ha ribadito Osipov nel suo discordo dinanzi alla commissione.
I membri della Commissione per la Reintegrazione hanno anche stabilito che le riunioni si terranno a cadenza trimestrale. Alla fine di ottobre inizieranno i preparativi per il prossimo incontro.

