Ieri la Repubblica di Moldova ha commemorato l’inizio del conflitto armato nella regione orientale, la cosiddetta Transnistria
Ventisei anni fa scoppiava il conflitto tra Moldova e le forze separatiste della Transnistria.

Ieri si è si commemorato quel due marzo 1992, con la consapevolezza che la guerra è finita, ma la situazione non è stata ancora risolta.
Il 2 marzo 1992 Mircea Snegur, primo presidente moldavo, ordinò l’attacco contro il 14esimo battaglione sovietico, che si era schierato con i separatiti, ed era ancora sotto il controllo russo.
Non disponendo di un esercito regolare, furono radunati poliziotti e volontari. Il conflitto armato coinvolse 29000 persone, e quasi 300 di loro persero la vita.
Il 21 Luglio 1992, dopo quattro mesi di scontri, Boris Eltsin (l’allora presidente russo) e Mircea Snegur firmarono il cessate il fuoco, con risoluzione pacifica.
La Moldova, che aveva da poco ottenuto l’indipendenza, dovette fare i conti con le forze che spingevano per un ritorno sotto il tetto della Madre Russia, ma resistette. Quelle forze ancora oggi minacciano l’integrità territoriale della Moldova, ed una soluzione politica, ad oggi, non è stata trovata.

