A febbraio aveva superato un voto di sfiducia, ma due partiti si erano allontanati dalla coalizione facendo cadere la maggioranza in Parlamento
Svolta nella politica ucraina: si è dimesso domenica il primo ministro Arseniy Yatsenyuk nominato a capo del Governo subito dopo la rivoluzione di febbraio 2014, subito dopo le proteste contro il presidente filo-russo Vijtor Yanukovich.
L’annuncio è stato dato dallo stesso premier nel corso di un intervento televisivo molto duro in cui si è scagliato contro la classe politica per non aver saputo portare avanti le riforme necessarie al paese. Le dimissioni saranno formalizzate martedì e Yatsenyuk ha sollecitato una rapida soluzione della crisi visto che il paese è ancora formalmente in guerra.
Se accettate dalla Rada, le dimissioni del premier apriranno la strada alla formazione di un nuovo Governo che potrebbe mettere fini alla crisi politica che sta vivendo il paese. Una crisi ormai prolungata, che era culminata a febbraio scorso nella sfiducia a Yatsenyuk che, seppure non accolta, aveva portato due partiti a lasciare la coalizione facendo cadere la maggioranza assoluta in Parlamento.

