Mancano poche ore all’incontro di Minsk. Poche ore per un faccia a faccia molto atteso, soprattutto per le vere vittime di questa faida, il popolo. Angela Merkel, Vladimir Putin, François Hollande e Petro Poroshenko cercheranno un’intesa.
Tuttavia, mentre si aspetta con impazienza questo storico vertice a 4, ci sono state nuove vittime: nella giornata di ieri, nuovi razzi “tornado” hanno colpito la città di Kramatorsk, sede del comando delle operazioni anti-terroristiche dell’esercito di Kiev. Se il primo attacco ha colpito la sede e l’aeroporto, il secondo è andato verso zone residenziali ed ha causato ben 15 morti.
Secondo gli ucraini, i missili sarebbero arrivati da Gorlovka, ovvero la città in mano ai separatisti, ma i filo-russi hanno risposto che l’attacco è stato condotto dall’artiglieria ucraina. Quest’ultima avrebbe aperto il fuoco solo per provocazione. In questo darsi la colpa a vicenda, c’è solo una triste realtà: il numero dei morti continua a salire.
Altre 4 vittime sono state fatte a Donetsk: alcune salve di mortaio sarebbero cadute sulla stazione degli autobus e su un impianto per la lavorazione dei metalli. Ieri sera il Presidente Obama ha chiamato Putin, e gli ha espresso le sue vive “preoccupazione per il sostegno che le truppe russe stanno dando ai separatisti”. Non solo: Obama lo ha invitato a “cogliere l’occasione dei negoziati” per portare una tregua nel paese.
L’esito della guerra, quindi, si gioca in queste ore: il vertice di Minsk potrebbe entrare di diritto nella storia. Nel frattempo, però, i separatisti hanno ampliato il loro territorio, allargando il loro raggio di copertura di 500 km quadrati. Questa zona comprende anche aeroporti, gasdotti e stazioni ferroviarie. L’obiettivo è creare un piccolo stato autonomo?
Tra lo scambio di accuse reciproche (tra Ucraina e i filo-russi), e in attesa del vertice di Minsk c’è solo una piccola e flebile nota positiva: il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolay Patrushev ha risposto in modo pacato all’ipotesi di invio di armi Usa all’Ucraina. Mosca, forse, vuole chiudere le ostilità?
