La tregua nell’Ucraina dell’Est non regge: Debaltsevo è ormai un campo di guerra, dove si spara e si continua ad uccidere. Tra i soldati, però, si scopre una gelida verità: tanti combattono come volontari. Lo fanno per un ideale.
Già, numerosi volontari russi combattono tra le file delle milizie secessioniste dal governo di Kiev nell’Ucraina orientale. Il numero esatto non si sa con esattezza, ma ciò che è sicuro è che molti di essi sono stati arruolati tramite internet.
Tanti hanno lasciato un posto sicuro, una bella fidanzata e una posizione lavorativa solida. E ciò che li ha mossi è un ideale. Da preservare ad ogni costo.
Juri Prigorskj e Anrej Vladimirov sono stati intervistati dall’inviato del Corriere della Sera: il primo ha 36 anni, e in Russia guadagnava 2000 dollari al mese. Si è arruolato compilando dei moduli su internet, ed oggi è felice della sua “posizione”.
Anrej Vladimiro, invece, ha solo 21 anni. E’ arrivato sul campo solo due settimane fa, ed ha ammesso: “A casa ero operaio edile. Un volontario, non un soldato di professione. Però ho imparato a sparare nella scuola dell’orfanotrofio dove sono cresciuto. Con noi sono arrivati altri volontari russi. Alcuni sono bravi cacciatori, tanti sono veterani delle guerre in Cecenia.”
Loro, al momento, sono tranquilli: nella loro zona il cessate il fuoco è stato rispettato dalla mezzanotte dello scorso sabato. A Debaltsevo, invece, la guerra è sempre più sanguinosa. Eduard Basurin, uno dei portavoce a Donetsk, ha ammesso: “Abbiamo conquistato almeno l’80% dell’intera area urbana”.
Secondo le ultime fonti, 8000 soldati ucraini sarebbero imprigionati in quel limbo. Tanti sono morti, o feriti. Altri sono in attesa di combattere. Anche il governo di Kiev ha ammesso la prigionia dei suoi soldati, ma ha lasciato sottintendere che presto invierà loro armi, munizioni e cibo.
Questa guerra sta nettamente minando l’accordo di Minsk. Vladimir Putin, ieri si trovava in visita a Budapest, e non si è dimostrato per nulla sorpreso della situazione: “Mi sembra ovvio che i combattimenti continuino a Debaltsevo” – ha ammesso, facendo intendere che il suo dito è ancora puntato contro Kiev.

