Era posto agli arresti domiciliari dallo scorso gennaio, in quanto era accusato di essere partecipe di un’organizzazione criminale di stampo mafioso che era originaria dei territori nell’ex Unione Sovietica e dedita a estorsioni ai danni di autotrasportatori che ogni giorno passavano per lavoro tra la Moldavia e Verona

Vlad Schaletchi, un cittadino moldavo di 32 anni, avrebbe dovuto presenziare all’udienza preliminare che si doveva tenere presso l’aula bunker di Mestre.
Sarebbe quindi poi dovuto arrivare a Venezia alle 9 dopo aver, secondo disposizione di legge, aver informato i carabinieri di San Martino Buon Albergo sui suoi spostamenti.
Alcuni precedenti presagivano i militari che il 32enne non potesse rispettare i domiciliari.
Venerdì il moldavo è poi uscito di casa ma non si è recato a Venezia ed è quindi rientrato nella propria abitazione.
La pattuglia che era destinata alla sua sorveglianza infatti, lo ha trovato in casa verso mezzogiorno e poi si è allontanata, ma è rimasta sempre nelle vicinanze.
La sua fidanzata è stata vista poco dopo alla fermata dell’autobus in compagnia di un uomo che portava dei vistosi occhiali da sole, cappello e cappuccio: lo stesso Schaletchi.
I militari notando questa situazione si sono avvicinati per identificarli entrambi, quando il 32enne, come se nulal fosse, ha attraversato la strada per entrare all’interno di un fruttivendolo.
Nell’attività ha acquistato due mele e poi ha cercato di allontanarsi.
I militari però sono riusciti a raggiungerlo e a fermarlo.

