Il Ministero degli Esteri russo invita i propri cittadini a evitare la Moldova, denunciando “discriminazioni”. Secca la smentita delle autorità moldave: «Siamo un Paese sicuro, le leggi valgono per tutti».
Le relazioni diplomatiche tra la Federazione Russa e la Repubblica di Moldova segnano un nuovo punto di rottura. Nelle ultime ore, il Ministero degli Affari Esteri di Mosca ha rilasciato una dichiarazione ufficiale dai toni duri, raccomandando caldamente ai propri cittadini di astenersi dal viaggiare verso il Paese balcanico. Il motivo? Una serie di presunti abusi che, secondo i diplomatici russi, colpirebbero sistematicamente chi possiede un passaporto della Federazione.

Le accuse del Cremlino: “Perquisizioni umilianti”
Secondo la nota diffusa da Mosca, l’Aeroporto Internazionale di Chișinău sarebbe diventato teatro di trattamenti “inappropriati e discriminatori”. Il Ministero russo parla di passeggeri costretti ad attendere per giorni nella zona di transito, sottoposti a perquisizioni definite umilianti e, in molti casi, respinti alla frontiera con pretesti giudicati “inventati”.
Le critiche non si fermano ai controlli doganali. Mosca accusa le forze dell’ordine moldave di detenzioni arbitrarie e di ostacolare il lavoro dei propri diplomatici, impedendo loro di fornire la necessaria assistenza consolare ai cittadini russi in difficoltà. “Si verificano ritardi artificiali nelle procedure di sicurezza anche alla partenza, causando la perdita dei voli”, lamentano i funzionari russi, delineando un clima di ostilità crescente verso i viaggiatori provenienti da est.
La replica di Chișinău: «Realtà travisata»
La risposta delle autorità moldave non si è fatta attendere. Il governo di Chișinău ha respinto fermamente ogni accusa, definendo l’allerta di viaggio russa come una “presentazione errata della realtà”. Secondo la diplomazia moldava, il Paese resta una destinazione sicura e accogliente per tutti i visitatori stranieri, russi inclusi.
“La legislazione nazionale viene applicata in modo non discriminatorio”, hanno chiarito le autorità moldave in un comunicato ufficiale. Chișinău sottolinea che i controlli alle frontiere rispondono agli standard internazionali di sicurezza e al rispetto dei diritti umani fondamentali, negando che esistano rischi specifici che possano giustificare un’allerta di tale portata.
Un clima di incertezza per i viaggiatori
Al centro della contesa c’è un braccio di ferro politico che va oltre la semplice gestione aeroportuale. La Moldova, impegnata in un percorso di avvicinamento agli standard europei, ribadisce la propria sovranità nei controlli di sicurezza, mentre Mosca vede in queste procedure un atto politico deliberato.
In questo scenario, la raccomandazione ai cittadini russi rimane in vigore, gettando un’ombra di incertezza sui collegamenti tra i due Paesi e complicando ulteriormente gli spostamenti per chi ha legami familiari o professionali tra Mosca e la Repubblica di Moldova.

