Successo strepitoso per la scuola di Igor Dmitruc a livello internazionale: il giovane campione domina la categoria 49 kg, mentre Navraciuc e Nerpii conquistano due argenti pesanti in una competizione con oltre mille atleti.
Il weekend del 13 e 14 febbraio 2026 resterà impresso nella storia recente del Taekwondo giovanile. Il WT European Taekwondo Grand Prix ha messo in luce il talento cristallino di Gabriel Derenov, capace di salire sul gradino più alto del podio nella categoria fino a 49 chilogrammi, confermandosi come uno dei profili più interessanti del panorama europeo.

I numeri di un predestinato
La vittoria di Derenov non è un caso isolato, ma il frutto di una costanza impressionante. I numeri parlano per lui: con 166 vittorie su 192 incontri disputati, Gabriel vanta una percentuale di successo che rasenta l’eccellenza. Sotto la guida tecnica del maestro Igor Dmitruc, l’atleta ha saputo gestire la pressione di un torneo che ha visto la partecipazione di oltre mille concorrenti, dimostrando una maturità tattica fuori dal comune per la sua età.
Un successo di squadra: pioggia di medaglie
Ma il trionfo della scuola di Dmitruc non si ferma all’oro di Derenov. Il gruppo ha dato prova di una compattezza agonistica invidiabile, portando a casa altre due medaglie di altissimo profilo. Kirill Navraciuc ha sfiorato l’impresa nella categoria fino a 59 kg, arrendendosi solo in finale e mettendosi al collo un prestigioso argento. Lo stesso risultato è stato ottenuto da David Nerpii, che nella categoria 49 kg (la stessa del compagno Derenov) ha completato un podio “fratricida” che certifica la qualità del lavoro svolto in allenamento.
Il valore del Grand Prix Europeo
L’edizione 2026 del Grand Prix si è confermata come una delle più competitive di sempre. Il livello tecnico degli scontri ha richiesto una preparazione atletica impeccabile, dove la velocità d’esecuzione e il controllo del tatami hanno fatto la differenza tra il podio e l’eliminazione. Per Derenov e compagni, questo successo rappresenta non solo un traguardo, ma un trampolino di lancio verso i prossimi impegni internazionali, con la consapevolezza di aver ormai raggiunto i vertici del ranking continentale.

