L’accoglienza dei migranti continua ad essere un tema prioritario in Europa: mentre Grecia e Turchia sono ormai al collasso, nella Ue ancora manca una strategia comune

L’Unione Europea fa la voce grossa sui migranti e spinge sulle politiche di rimpatrio. Una condizione necessaria per aumentare la credibilità e rendere migliore l’accoglienza di quanti hanno titolo all’asilo
Dal canto suo, però, Amnesty Internationa parla di vera e propria “bancarotta morale” dell’Europa, rispondendo al progetto che sarebbe allo studio della presidenza di turno della Ue, l’Olanda: si pensa, infatti, a un piano per raggruppare i paesi che si dicono disposti ad accogliere profughi dalla Turchia (tra i 150mila e i 250mila) in cambio di un’accelerazione sui rimpatri.
L’ipotesi sarebbe stata avanzata da Diederik Samsom, leader del partito social-democratico olandese, al quale, però, replicano fonti della presidenza, sottolineando che para a titolo personale. Queste stesse fonti ricordano, invece, che la Commissione sta spingendo perché si realizzi uno schema di riammissione umanitaria su base volontatia, sempre nel quadro di azione tra Ue e Turchia.
C’è differenza, però, tra i respingimenti – che violano le convenzioni internazionali – e i rimpatri dei migranti che risultano illegali: “sono uno dei pilastri della politica migratoria Ue” spiega la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud. “Non vogliamo dare l’impressione che l’Europa sia una porta aperta. Le persone che non hanno diritto a restare in Ue devono essere rimpatriate”.

