Probabile la mano dell’Isis dietro i tre kamikaze che si sono fatti saltare in aria la sera del 28 giugno. Le vittime salgono a 42, oltre 230 i feriti accertati
Si aggrava ulteriormente il bilancio dell’attentato kamikaze che ha gettato nel panico Istanbul: per le bombe esplose all’aeroporto Ataturk salgono a 42 le vittime accertate, mentre i feriti sono 239, ma solo 109 sono già stati dimessi dagli ospedali.
La notizia dell’attentato si è abbattuta sulle cronache internazionali la sera di martedì 28 giugno quando tre esplosioni si sono susseguite nell’aeroporto: il primo kamikaze è entrato in azione fuori del settore arrivi e, nel caos generale creato dalla prima deflagrazione, gli altri due sono riusciti ad entrare nell’edificio aggravando ulteriormente i danni dell’attentato.
A precisare la dinamica degli eventi è stato il premier turco, Binali Yildrim che ha annunciato che “potrebbe essere necessario prendere misure contro attacchi armati anche all’esterno” degli aeroporti, dove “aumenteremo il numero degli agenti di sicurezza con un addestramento specifico”.
Questo mentre la Turchia del presidente Erdogan sta avendo successo nella lotta al terrorismo islamico; al momento, infatti, nonostante sembri non esserci stato ancora alcune rivendicazione, le autorità turche hanno puntato il dito contro Daesh e già nel corso della giornata si sono irrobustite le piste che portano al terrorismo islamico come responsabile dell’attacco.

