L’anno che è passato è stato per la Moldova, così come per l’Italia ed il mondo intero, un anno molto particolare che ha visto profondi cambiamenti socio-politici, che potrebbero rimodulare alcuni aspetti geopolitici mondiali.
25 anni dalla proclamazione d’indipendenza dall’ex URSS, avvenuta il 27 agosto del 1991, una ricorrenza celebrata sia nel Paese sia in diverse località in tutto il mondo: ricordiamo quella svoltasi a Roma nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio, lo scorso ottobre 2016 promossa da S.E. Stela Stingaci Ambasciatore dell Repubblica di Moldova presso la Repubblica Italiana, la Santa Sede e la Repubblica di Malta dove si sono evidenziati per l’appunto i 25 anni trascorsi che sicuramente sono stati molto complessi sia in termini di sviluppo ma a volte anche di crisi ed instabilità. La Moldova è uno Stato ufficialmente neutrale.
L’Italia è un Paese mantiene ottimi rapporti con la Repubblica di Moldova, infatti è il secondo partner commerciale e sono stati siglati 30 accordi bilaterali.

In Italia, vi è da sottolineare il ponte vivo creato dalle numerose comunità moldave presenti, sicuramente una delle maggiori se non la maggiore determinata in tempi di diaspora. I cittadini moldavi presenti nel territorio italiano ogni giorno lavorano e partecipano al tessuto economico e sociale italiano, naturalmente non dimenticando le proprie radici.
D’altro canto anche in Moldova vi è una rappresentanza di italiani, anche se numericamente non forte, ma che da tempo si sta facendo apprezzare come ha affermato più volte S.E. Enrico Nunziata, Ambasciatore della Repubblica Italiana presso la Repubblica Moldova rappresenta una meta appetibile sia per l’imprenditoria privata italiana, sia per i privati cittadini stretti dal caro vita nel bel paese; del resto i rapporti sono consolidati da tempo, già abbiamo tracce del primo insediamento della comunità italiana nella prima metà dell’800; ma se si considera la dominazione Romana, allora rapporti e scambi interculturali vanno ricercati veramente lontano.
Oggi vi sono un migliaio di presenze per lo più stabili; questo grazie alle interazioni economiche e culturali promossi in primis dalla diplomazia, e poi dalle camere di commercio ed altre organizzazioni. Anche il rapporto tra Chiese è abbastanza buono, ricordiamo che la gran parte dei cittadini Moldavi è di religione cristiana ortodossa sotto l’egida del Patriarcato di Mosca e solo circa l’1 per cento della popolazione è di rito romano cattolico, sotto la buona guida di Mons. Cosa, vescovo di Chisinau e responsabile CEI Est Europa; ma tuttavia le differenze non sono da intendere come qualcosa che ci divide ma devono essere intese come un arricchimento culturale e sociale, seppur nel rispetto delle diversità e delle minoranze relative presenti in ogni parte del globo; come diceva qualcuno dobbiamo vedere quello che ci unisce e non quello che ci divide.
Naturalmente seppur con aspetti differenti da un punto di vista geopolitico la stessa cosa deve essere intesa nel senso politico, al quale ci piace sottolineare che la Moldova di fatto è stata vista come una sorta di svizzera dell’est Europa; che strategicamente sarebbe quanto più necessario. Ad ogni modo al di là delle visioni e possibili aspirazioni, ciò che in questo articolo anche in maniera retorica cerchiamo di dar corso soprattutto a degli spunti di riflessione.
Ma per non addentrarci in questioni di politichese e limitarci invece ai fatti, diciamo come Gazzetta Italo Moldova, che sicuramente c’è molta gente intelligente e produttiva sia nel Paese sia fuori, se si considerano i tantissimi moldavi che per ragioni di lavoro e per opportunità diverse, si trovano lontani dalla Patria.
Esiste altrettanto un alta classe dirigente che benché “screditata” dai corsi e ricorsi storici e dagli scandali bancari, non è sicuramente da meno rispetto a quelle Europee e Mondiali in tutti i sensi. Potremmo citare diversi amministratori locali del buongoverno che ogni giorno si battono con il burocratese per portare qualcosa di buono per i loro cittadini ed è a loro che va il nostro plauso. Volendone citare ad esempio uno per tutti, ci piace ricordare l’operato dell’amministrazione di Hincesti guidata dal Sindaco Alexandru Botnari che ha portato la cittadina già ad un buon livello e che molto si sta adoperando per migliorarla; ma ne potremmo citare molti altri, così come tutta la rete diplomatica che ben rappresenta il Paese all’Estero.
Volendo rimanere sul pezzo è a quelle cosiddette “malelingue” che magari non sono neanche mai state in questo splendido Paese ma scrivono di riflesso, oppure lo vivono ma lo guardano con occhi miopi , a desideriamo invitare costoro a dare uno sguardo alle ultime news, ossia la Moldova riceverà 45 Milioni di dollari dalla Banca Mondiale, oltre ai 92 Milioni di euro in più per la costruzione del gasdotto tra Romania e Moldova provenienti da UE, Bers e BEI, oltre ai 45 milioni destinati dalla banca mondiale a Chisinau per le riforme da attuare per una maggiore trasparenza ed investimenti.
Pertanto vediamo di far risaltare ciò che rappresentano le opportunità di crescita economico, sociale e politica per il popolo ma anche per le interazioni che ha con tutto il Mondo.
Jacques Maritain asserisce che l’ideale democratico ha la sua origine nell’ispirazione evangelica, e che i principi democratici si sono formati nella coscienza profana grazie all’azione del fermento evangelico.
Lo stesso dice: “le democrazie occidentali possono vincere la pace dopo aver vinto la guerra solo se l’ispirazione cristiana e l’ispirazione democratica si riconoscono l’un l’altra e si riconciliano”. La democrazia antica fiorì assieme ad una religione del tutto diversa da quella cristiana e non vi è alcuna ragione di presumere che un popolo avente una religione non cristiana non possa creare una vera democrazia. Henri Bergson afferma che la democrazia è evangelica per natura, la sua forza motrice è l’amore.
E’ sull’amore e la passione che ognuno di noi in modo diverso ha verso questo Paese che facciamo appello alle coscienze di tutti, in primis a noi stessi che non vorremmo assolutamente essere interpretati o tacciati di arroganza, ma solo per amor di patria o come per molti Italiani in questo caso di seconda patria richiamare l’amore sopra ogni cosa.
In un mondo che cambia velocemente solo chi riesce a stare al passo con i tempi e a non rimanere incastrato come recita un vecchio detto amazzone nella kombucha, una pianta carnivora quando il macaco piccolo inserisce il braccio, riusciremo a prendere il frutto e non il “morso” della nostra kombucha, che rappresenta il Mondo.
Il 23 dicembre scorso si è concluso il cerimoniale di giuramento del neo Presidente eletto Dodon al quale formuliamo i migliori auguri istituzionali di buon governo.
Lo staff e la redazione della Gazzetta Italo Moldova desidera augurare a tutto il Popolo Moldavo i migliori auguri di buon anno unitamente ai concittadini Italiani ed in modo particolare allo staff della Camera di Commercio Moldo Italiana.

