Una sentenza storica incrina le istituzioni moldave: la condanna della governatrice di Gagauzia per finanziamenti illeciti da Mosca svela le ombre che avvolgono la politica e mette in discussione il futuro della democrazia moldava
Un’onda d’urto sta scuotendo la politica moldava dopo la condanna a sette anni di carcere per Eugenia Guțul, attuale governatrice della regione autonoma di Gagauzia. La sentenza, emessa in un processo che ha visto coinvolta anche Svetlana Popan, ex segretaria del partito Shor, getta nuova luce sui meccanismi di finanziamento illecito che hanno inquinato il panorama politico moldavo.

Le Accuse e la Condanna
La condanna a Eugenia Guțul arriva al termine di un procedimento penale che l’ha vista accusata di complicità nel finanziamento illegale del partito Shor, una formazione politica che è stata successivamente dichiarata incostituzionale e bandita. Le accuse si concentrano sul periodo che va dal 2019 al 2022, un lasso di tempo in cui la Guțul ricopriva la carica di segretaria del dipartimento di monitoraggio, pianificazione e controllo del partito.
Secondo la procura, in questo periodo la governatrice avrebbe avuto un ruolo attivo nell’importare in Moldova ingenti somme di denaro non dichiarato, provenienti da un gruppo criminale organizzato legato alla Federazione Russa. Questi fondi sarebbero stati utilizzati per sostenere le attività del partito.
L’Origine del Denaro e Il Ruolo della Governatrice
Una seconda accusa specifica che, tra l’ottobre e il novembre del 2022, Guțul avrebbe coordinato le sezioni locali del partito, accettando consapevolmente un finanziamento illecito di circa 42,5 milioni di lei. Questa cifra, proveniente sempre dal medesimo gruppo criminale, sarebbe stata impiegata per le attività politiche del partito.
L’ex segretaria Svetlana Popan è stata a sua volta condannata a sei anni di carcere. Nonostante le prove presentate dall’accusa, Eugenia Guțul continua a dichiararsi non colpevole per entrambi i capi d’accusa.
Il Contesto Politico
Questa condanna si inserisce in un momento di grande fermento per la politica moldava. L’inchiesta e la successiva sentenza non solo puntano i riflettori sul finanziamento illecito dei partiti, ma colpiscono direttamente un’alta carica istituzionale. La governatrice di Gagauzia, regione a maggioranza russofona, rappresenta una figura di rilievo nel panorama politico locale. Le accuse di finanziamento da parte di gruppi criminali russi mettono in discussione la sovranità e l’integrità del sistema politico moldavo, sollevando interrogativi sulle influenze esterne e sul controllo delle istituzioni. Il caso di Guțul e Popan è un chiaro segnale della volontà delle autorità di contrastare la corruzione e le ingerenze straniere.

