E un siciliano di grande garbo, a salire al colle, e domani alle 10 giurerà fedeltà alla Repubblica Italiana. Si chiama Sergio Mattarella, e tra quattro minuti di applausi, sabato 31 gennaio è stato proclamato 12° Presidente della Repubblica con 665 voti
E’ nato a Palermo, è vedovo dal 2012 e ha tre figli, due maschi e una femmina. Sergio Mattarella è figlio di Bernardo, politico democristiano che tra gli anni Cinquanta e Sessanta è stato più volte ministro; ed è fratello minore di Piersanti, anch’egli politico democristiano ucciso il 6 gennaio 1980 dalla mafia quando era presidente della regione Sicilia.

Lui, giudice costituzionale, ex ministro della difesa, è stato il nome sul quale Matteo Renzi ha provato – riuscendoci – a far convergere i voti di un ampio numero di votanti, compreso gli indecisi.
Giorgio Napolitano, subito dopo il voto, ha raccontato di conoscere bene Mattarella, definendolo uomo leale e corretto, sensibile nonché competente costituzionalista, e simbolo di imparzialità, caratteristiche queste essenziali, per ricoprire un ruolo al contempo importante e delicato per la vita di una intera nazione.
Le sue prime parole, dopo la proclamazione, non erano certo rivolte alla politica, ma alla gente, al popolo italiano. Quelle 15 parole pronunciate con emozione e dirette agli italiani: “il mio pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini”.
Il suo carattere scrupoloso e riflessivo, e la sua esperienza alla Consulta, garantiranno “una grande attenzione ai principi fondamentali della carta costituzionale”.
Dopo la proclamazione nell’aula di Montecitorio, la presidente della camera Laura Boldrini, insieme alla vice presidente, si sono recate da Mattarella per annunciargli l’avvenuta elezione. Discorso e giuramento alla camera, domani, con quel rito che dura ormai immutato dal 1948.
Sarà il presidente di tutti, la garanzia che ogni capo di Stato pronuncia forte in aula, ma che in particolare per il nuovo inquilino del Colle vuol dire la volontà ferma di rappresentare non solo i valori cattolici, alla cui storia appartiene in pieno, ma allo stesso modo anche quelli laici.
Del resto la sua scelta come primo atto di rendere omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, ha riassunto proprio questo significato simbolico.

