Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov non considera la Transnistria un’enclave russa, ma Mosca farà tutto il possibile affinché “in Moldova non vengano toccati gli interessi della popolazione di lingua russa”
La Russia ha stabilito stretti legami con la Transnistria, anche per quanto riguarda la questione sicurezza.
“Sicurezza, sia in termini depositi di munizioni, sia in termini di mantenimento della pace, impegno preso all’inizio degli anni ’90. Nel 2003 fu stilato un documento sia per Chisinau che per Tiraspol, non adatto però all’Unione Europea. L’UE ha proibito infatti al presidente Voronin di firmare gli accordi già siglati.”
La Russia, come la leadership transnistriana, è favorevole a riprendere un dialogo diretto.
“Le autorità della Transnistria sono pronte, quindi lanciamo un appello a Chisinau. Ma a giudicare dalle dichiarazioni pubbliche rilasciata da Maia Sandu e dal suo team, non vogliono un dialogo così diretto sotto la dettatura di USA e UE. Stiamo monitorando da vicino la situazione… Non dimentichiamo che c’è anche la Gagauzia in Moldova che rivendica uno status speciale”.
A suo avviso, “la dirigenza moldava farà la cosa giusta se smetterà di sottostare ai giochi geopolitici imposti dall’Occidente”.
