Via libera al Pacchetto Economia Circolare approvato oggi, martedì 15 marzo, dal Parlamento Europeo. Un passo importante verso una politica europea capace di fare dell’emergenza rifiuti il punto di partenza per uno sviluppo economico e per aprire a nuove opportunità di lavoro

E’ stato approvato oggi, martedì 15 marzo, il Pacchetto Economia Circolare volto ad una politica europea capace di guardare all’emergenza rifiuti come ad una grande opportunità, da cogliere come motivo di sviluppo economico ed come punto di partenza per far crescere l’occupazione. Il Parlamento Europeo apre dunque la strada ad una riforma ambiziosa che va a modificare, migliorandola, la proposta del 2015 fatta dalla Commissione Europea.
Tra gli obiettivi primari, la riforma si propone l’innalzamento del target di riciclaggio al 70% per i rifiuti solidi urbani ed all’80% per gli imballaggi, entro il 2030. Misure fondamentali dalle quali, secondo una valutazione redatta dalla Commissione Europea, potrebbero derivare addirittura 580mila posti di lavoro ed un risparmio annuo di 72miliardi di euro per le imprese europee. Risultati di enorme portata che, se accompagnati da specifiche misure per il riuso, da attuare sia su base europea che nazionale, potrebbero addirittura crescere arrivando alla creazione di 867mila occupazioni. Basti pensare che solo in Italia, si stima l’opportunità di creare almeno 190 mila nuovi posti di lavoro. A sostegno del pacchetto per l’Economia Circolare oggi approvato, anche Legambiente.
Rossella Muroni, Presidente di Legambiente, si dice davvero soddisfatta per la decisione presa dall’Europarlamento. “Questa è l’Europa che ci piace, un’Europa capace di indicare una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi puntando su innovazione e coinvolgimento sinergico tra cittadini, istituzioni e economia – ha dichiarato la Presidente -. Il 24 aprile saremo a Bruxelles, insieme ai campioni italiani dell’economia circolare, proprio per sostenere un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio e far sì che la riforma della politica europea dei rifiuti divenga al più presto realtà”.
“Anche il nostro governo deve fare la sua parte – ha aggiunto la Muroni – L’Italia, in sede di Consiglio, deve sostenere una riforma della politica comune dei rifiuti che faccia da volano per l’economia circolare europea, senza nascondersi dietro le posizioni di retroguardia di alcuni governi che si oppongono ad un accordo ambizioso con il Parlamento”.

