La Repubblica di Moldova sospende la decisione di introdurre l’obbligo di visto per i cittadini russi; il Ministro Mihai Popșoi spiega che la mossa, seppur possibile in futuro, richiede cautela per non danneggiare i propri produttori e i tanti moldavi residenti in Russia.
Il ministro degli Esteri moldavo, Mihai Popșoi, ha messo un punto fermo — per ora — su una questione che in molti a Chișinău davano quasi per scontata: non ci saranno visti per i cittadini russi.

L’annuncio, arrivato dopo la riunione di governo del 12 novembre, suona come una frenata ragionata. Non è una bocciatura definitiva all’idea, ma una valutazione che tiene i piedi per terra e gli occhi puntati sul portafoglio dei moldavi.
Popșoi è stato molto chiaro: l’argomento è in qualche modo sul tavolo per il futuro, ma oggi non è affatto nell’agenda politica della Repubblica. E per dirla tutta, i motivi sono pratici, non ideologici.
Il primo nodo da sciogliere riguarda i cittadini moldavi stessi: c’è una fetta relativamente grande di connazionali che vive e lavora in Russia. Introdurre i visti, senza un’adeguata preparazione, renderebbe la vita un inferno burocratico a queste persone.
Il secondo aspetto è puramente economico: il commercio. Certo, il volume d’affari con la Federazione Russa è calato parecchio, ma per alcuni produttori – specie quelli che operano nel nord del Paese – le esportazioni verso la Russia mantengono ancora una certa rilevanza. In sintesi: bisogna agire in modo consapevole, per non fare danni a casa propria. Se e quando la decisione verrà presa, dovrà essere studiata nei minimi dettagli per ridurre al minimo l’impatto negativo sui settori vulnerabili.
Questa manovra diplomatica fa da contraltare a un’altra decisione presa in giornata dal Consiglio dei ministri: la denuncia di sette accordi nell’ambito della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). In questo caso, però, l’impatto ricade sui cittadini di Tagikistan e Kirghizistan e non sui russi. Il Ministro Popșoi ha voluto rassicurare: la denuncia di questi accordi serve solo a mettere ordine e non cambia nulla per i cittadini moldavi, dato che la maggior parte di questi patti era già in disuso o era stata abbandonata da tempo da altri Paesi fondatori. Un chiaro segnale che la Moldova sta sfoltendo legami senza utilità, ma con la Russia preferisce mantenere un approccio più cauto, ponderando bene il costo di ogni singola mossa.

