Il sindaco di Bucarest elogia la trasformazione della Repubblica di Moldova sotto la guida di Sandu, sottolineando la sintonia di visione tra i due leader. Per Dan, l’integrazione europea e la creazione di uno spazio economico comune tra i due Paesi non sono solo un obbligo storico, ma una scelta pragmatica per far crescere le imprese e il benessere su entrambe le sponde del Prut.
Esiste un filo sottile, fatto di visione politica e affinità caratteriale, che unisce le due sponde del Prut. A tracciarlo è stato Nicușor Dan, sindaco di Bucarest e figura centrale della politica rumena, che in una recente intervista ha analizzato il suo rapporto con la Presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu.
Secondo Dan, la vicinanza tra i due leader non sarebbe solo una questione di alleanze diplomatiche, ma di una vera e propria compatibilità nel modo di intendere il governo e le relazioni estere. «Abbiamo lo stesso profilo psicologico», ha dichiarato, suggerendo che dietro i successi di Chisinau ci sia un approccio metodico e pragmatico che lui stesso condivide.

La trasformazione della Moldova
Il primo cittadino di Bucarest ha invitato a osservare i fatti: il percorso della Moldova dall’inizio del primo mandato di Maia Sandu a oggi racconta una storia di cambiamento radicale. Se un tempo il Paese appariva sospeso in un’incertezza diplomatica, oggi la sua proiezione verso l’Occidente e le prospettive di integrazione europea sono solide e riconosciute. «Vale la pena notare cosa è riuscita a fare Maia Sandu lì», ha sottolineato Dan, lodando la fermezza con cui la Presidente ha gestito i rapporti con i partner europei.
Uno spazio economico comune: oltre il sentimento, il pragmatismo
Ma il discorso di Nicușor Dan non si ferma all’analisi politica o psicologica. Il sindaco ha rilanciato un tema caro a chi guarda alla stabilità della regione: la necessità di un’integrazione economica profonda tra Romania e Moldova.
«Abbiamo un obbligo che è anche una decisione pragmatica: creare uno spazio economico comune», ha spiegato. L’idea è quella di abbattere le barriere invisibili per permettere alle aziende dei due Paesi di operare in un mercato più vasto. «Le nostre imprese avranno un margine di manovra maggiore, un mercato più ampio. Sarà un vantaggio per tutti».
Una collaborazione destinata a crescere
L’intervista si è conclusa con una nota di ottimismo sul futuro dei rapporti bilaterali. Nicușor Dan si è detto pronto a continuare e rafforzare la collaborazione con le autorità di Chisinau, apprezzando l’apertura e la trasparenza riscontrate sia a livello della presidenza che del governo moldavo.
In un momento storico in cui i confini orientali dell’Europa cercano nuovi equilibri, la sintonia tra Bucarest e Chisinau sembra destinata a diventare il pilastro di un progetto comune che va oltre la lingua e la storia, puntando dritto al benessere economico e alla sicurezza continentale.

