Le autorità di Chisinau assicurano che non c’è possibilità di fare marcia indietro rispetto al corso pro-europeo. Ma i sondaggi in vista delle elezioni legislative in Moldova, domenica 30 novembre, segnalano un Paese diviso, con un’opinione pubblica tentata di tornare a guardare verso Est, alla Russia. L’ex sorella maggiore sovietica a sua volta segue da vicino gli sviluppi nella piccola e povera repubblica incuneata tra Ucraina e Romania e ha già mandato segnali eloquenti, come l’embargo sulle importazioni di vino, carne, frutta e verdura.
La svolta filo-europea c’è stata nel 2009, con l’arrivo al potere dell’Alleanza per l’Integrazione europea. Ma da allora questo cartello di tre partiti uniti nel nome dell’avvicinamento all’Ue non è riuscito a cambiare radicalmente il quadro, come promesso: la corruzione resta endemica in questa repubblica dell’ex Urss che conta in tutto 3,5 milioni di abitanti e la classe dirigente continua a segnalarsi per litigi e divisioni che portano all’impasse su ogni questione. La povertà resta diffusissima e il salario medio si aggira sull’equivalente di 300 dollari. Fattori che contribuiscono ad alimentare una certa nostalgia per l’epoca sovietica, evocata come periodo di stabilità, malgrado i problemi. Tutti fattori che si pongono come incognite rispetto al voto di domenica prossima, con il dubbio che la sinistra possa prendersi una rivincita e cambiare radicalmente il quadro.
I seggi in palio alle legislative sono 101. L’Alleanza filo-europea può sperare di ottenere di nuovo la maggioranza o anche rassegnarsi ad un accordo di coalizione con il partito comunista, forza rivale ma cautamente in equilibrio nel rivendicare un corso di integrazione con l’Ue e forti legami economici con Mosca. Sarebbe tutta un’altra storia, invece, se il Partito socialista dovesse ottenere un ottimo risultato: nel suo programma figura l’ingresso della Moldova nell’Unione doganale, a guida russa, che al momento include Kazakistan e Bielorussia e che Mosca vede come la base per l’Unione economica eurasiatica che ufficialmente nascerà dal 1 gennaio 2015. Mentre Chisinau ha già ratificato l’Accordo di associazione con l’Ue, lo stesso che è stato il pomo della discordia tra Mosca e Bruxelles all’origine della crisi ucraina e che è incompatibile con le regole del blocco commerciale ex sovietico.
Fonte: http://www.askanews.it/nuova-europa/-moldova-al-voto-e-a-un-bivio-verso-l-ue-o-verso-mosca_71163197.htm

