I socialisti moldavi invocano l’intervento della Procura Generale dopo le parole della Presidente sulla possibile unione con la Romania. «È un atto di tradimento aperto contro la nostra sovranità».
Il clima politico in Moldova si fa rovente. Il Partito dei Socialisti (PSRM) non ha usato giri di parole e, in una nota ufficiale durissima, ha chiesto le dimissioni immediate della Presidente Maia Sandu. La scintilla che ha fatto esplodere la polveriera sono state le recenti dichiarazioni della Sandu sulla sua ipotetica disponibilità a votare per la “liquidazione” dello Stato moldavo a favore di un assorbimento da parte della Romania.

«Un tradimento in diretta TV»
Per il PSRM, quelle della Sandu non sono semplici opinioni personali o proiezioni teoriche. I socialisti le definiscono un vero e proprio attacco alla Costituzione. «Maia Sandu ha ammesso pubblicamente di non considerare la Repubblica di Moldova un valore da difendere», accusa il partito in una nota firmata dal leader Corneliu Gandrabur. Secondo l’opposizione, il ruolo del Presidente dovrebbe essere quello di garante della sovranità e non di “megafono” per progetti unionisti che mirano a cancellare l’indipendenza del Paese.
Le richieste: Procura e Servizi Segreti in campo
Il Partito dei Socialisti ha articolato la sua offensiva in tre punti chiave:
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Dimissioni subito: Ogni ora passata dalla Sandu al potere è vista come un rischio per l’integrità nazionale.
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Indagine per alto tradimento: Il PSRM ha chiesto formalmente all’Ufficio del Procuratore Generale e al SIS (i servizi di sicurezza) di verificare se ci siano gli estremi per il reato di tradimento della patria.
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Appello alle forze patriottiche: L’invito è rivolto a tutti i partiti e alla società civile per fare fronte comune contro quello che definiscono “il regime Sandu”.
La sovranità non è in vendita
«La Moldavia non è una merce di scambio né un errore della storia», tuonano i socialisti. Il timore dell’opposizione è che il Paese stia scivolando verso una “catastrofe nazionale” guidata da interessi esterni. Al momento, la presidenza non ha ancora rilasciato repliche ufficiali a questo attacco frontale, ma è chiaro che lo scontro sulla neutralità moldava e sul legame con Bucarest è destinato a infiammare le piazze e i palazzi del potere per le prossime settimane.

