Inizia la corsa ai seggi: la Moldova entra nel vivo della campagna elettorale
Oggi, venerdì 29 agosto, è iniziata ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni parlamentari del 28 settembre.
Secondo le normative, i politici possono organizzare riunioni, raduni e incontri, utilizzare i media e installare striscioni, ma devono operare entro un quadro legale ben definito. La legge moldava pone infatti chiari divieti per garantire la correttezza della competizione. È severamente vietato l’uso di risorse amministrative, come fondi o proprietà statali, per scopi elettorali. Non è consentito organizzare il trasporto degli elettori ai seggi, né utilizzare simboli religiosi o immagini di funzionari stranieri per influenzare il voto. La corruzione, ovvero l’offerta di denaro, beni o servizi in cambio di un voto, è qualificata come reato penale, punibile con multe salate o persino la reclusione.

Le regole per i funzionari pubblici e i media
La legge impone regole specifiche anche ai dipendenti pubblici che si candidano. Devono sospendere le loro attività per tutta la durata della campagna, e i ministri o i sindaci non possono sfruttare la loro posizione a fini elettorali. Questa disposizione è stata resa evidente dalla decisione del Primo Ministro Dorin Recean di destituire sette membri del governo il giorno prima dell’inizio della campagna. Anche i media sono chiamati a osservare principi di correttezza, equilibrio e imparzialità. Devono inoltre distinguere chiaramente tra le attività ufficiali di un politico e quelle legate alla campagna, evitando di confondere un evento istituzionale con uno spot elettorale.
I diritti e i doveri dei cittadini
Il Codice Elettorale riconosce ai cittadini il diritto di discutere liberamente i programmi dei candidati, partecipare a raduni, esprimere il proprio sostegno sui social network e donare fondi ai partiti, ma sempre in modo ufficiale. La legge però avverte: la corruzione elettorale è un reato che coinvolge sia chi offre che chi riceve. La campagna si concluderà il 26 settembre. Alla vigilia e nel giorno delle elezioni, il 27 e 28 settembre, vigerà il “giorno del silenzio”, durante il quale ogni forma di propaganda sarà vietata, pena severe sanzioni.

