L’ex Moldavia sovietica non riceve più gas russo né subisce il “ricatto” imposto dal gigante del gas Gazprom per le sue difficoltà nel pagare le forniture. Ad affermarlo il ministro dell’Energia del paese
Victor Parlicov, parlando alla televisione TV8 mercoledì sera, ha detto che da dicembre Gazprom fornisce gas solo alla regione separatista della Transnistria.

La Moldova, incuneata tra l’Ucraina e la Romania, membro dell’Unione Europea, è stata in grado di garantire forniture europee grazie a 300 milioni di euro (318 milioni di dollari) di crediti della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.
La Transnistria, pare, non abbia mai pagato Gazprom per il gas ricevuto. E la concessione va avanti da 30 anni per evitare che il frammento di terra filo-russo crolli.
La Moldova, uno dei paesi più poveri d’Europa, è stata colpita duramente dall’invasione russa dell’Ucraina e dalla presenza di separatisti filo-russi alle sue porte.
Guidata dal presidente filoeuropeo Maia Sandu, la Moldova ha accusato la Russia di complottare per destabilizzarla.
La Transnistria, nel frattempo, ha dichiarato di aver sventato un complotto ucraino per assassinare i suoi leader.
Un contingente di 1.500 “peacekeeper” russi rimane di stanza nella regione separatista 30 anni dopo una breve guerra che l’ha contrapposta alla Moldova, di recente indipendenza.
La Transnistria convoglia i fondi delle bollette del gas pagate dagli utenti domestici e industriali a un “conto del gas” utilizzato per coprire alcuni dei suoi disavanzi di bilancio.
La somma delle fatture non pagate della Transnistria per il gas russo è stata stimata dai funzionari moldavi in diversi miliardi di dollari.
Gli arretrati accumulati dalla società Moldovagaz per il resto del Paese ammontano a 709 milioni di dollari, anche se l’anno scorso i funzionari di Chisinau hanno ordinato una verifica internazionale del debito.
La Moldova dipende dalla Transnistria per la fornitura di elettricità a prezzi relativamente bassi, da una centrale termica fornita da Gazprom.

