La giustizia moldava sotto attacco: un messaggio che offre denaro per l’omicidio di un giudice svela il lato oscuro della politica e delle influenze criminali, mettendo a dura prova la tenuta democratica del Paese.
Un’inquietante escalation di tensione sta scuotendo la politica moldava dopo la pubblicazione di un messaggio anonimo che offre denaro per l’omicidio o il ferimento del giudice che ha emesso la condanna di Evghenia Guțul, la governatrice di Gagauzia. La denuncia arriva dal blocco politico “Together”, che accusa direttamente il gruppo criminale Shor.

La dinamica delle minacce
La vicenda ha avuto inizio il 5 agosto, lo stesso giorno in cui la giudice Ana Cucerescu ha condannato Evghenia Guțul a sette anni di reclusione per il finanziamento illecito del partito Shor. Il Blocco “Together” ha reso pubblico un messaggio anonimo, ricevuto via e-mail, che prometteva ricompense in denaro per “danni minori”, “lesioni personali” o “omicidio” del magistrato. Gli autori del messaggio si sono detti disposti a pagare qualsiasi cifra, anche in forma anonima.
Questa denuncia arriva dopo che lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura (SCM) aveva già segnalato, sempre il 5 agosto, un’ondata di minacce e pressioni contro alcuni giudici, in particolare la giudice Cucerescu. Secondo l’SCM, il magistrato aveva ricevuto “messaggi diretti con minacce di morte, foto macabre con immagini di persone assassinate” e continue telefonate, anche in orari notturni.
L’intervento delle Forze dell’Ordine
La situazione è stata presa in seria considerazione dalle autorità. Il 6 agosto, l’Ispettorato generale di polizia (IGP) ha annunciato l’avvio di un’indagine ufficiale. La portavoce della polizia, Diana Fetco, ha confermato a NewsMaker che l’e-mail pubblicata dal blocco “Together” è autentica e che si sta lavorando per risalire agli autori. Il capo dell’IGP, Viorel Cernăuțeanu, ha assicurato che sono state avviate tutte le procedure necessarie per indagare sul caso e proteggere i magistrati.
Le implicazioni politiche per la Moldova
Questo episodio solleva gravi interrogativi sulle dinamiche politiche e sulla sicurezza dello Stato moldavo. L’attacco diretto e violento alla magistratura, cuore del sistema giudiziario, mina la credibilità e l’indipendenza delle istituzioni. Se un giudice non può operare in sicurezza, la lotta alla corruzione e l’applicazione della legge diventano impossibili. Le minacce contro il magistrato che ha emesso la sentenza contro la governatrice di Gagauzia, una figura politicamente controversa per i suoi legami con la Russia, suggeriscono che la criminalità organizzata e le influenze straniere stiano cercando di destabilizzare il Paese, intimidendo chiunque osi opporsi. La reazione decisa delle forze dell’ordine e della magistratura sarà cruciale per dimostrare che lo Stato può e vuole proteggere i propri funzionari e la propria democrazia.

