Una giovane donna moldava, residente a Milano, ha denunciato il suo partner italiano alla polizia locale dopo mesi di abusi, aggressioni fisiche e intimidazioni
Una giovane donna moldava, residente a Milano, dopo mesi di soprusi e botte, ha trovato la forza di rompere il silenzio e chiedere aiuto alla Polizia Locale.
La vittima si presenta direttamente nella sede della Polizia, in zona 8 a Piazzale Accursio. Non ha bisogno di lunghe spiegazioni, la sua richiesta è drammatica e diretta: “Mi ha picchiata”. Non solo, ma ha chiesto immediatamente di essere accompagnata in un luogo sicuro.
Escalation e controllo
L’episodio che ha fatto traboccare il vaso è freschissimo. Subito dopo l’ultima aggressione, nata da una lite poi degenerata in rissa, la giovane è scappata. Ma il suo (ormai ex) partner, un uomo italiano di 23 anni, non si è arreso. L’ha inseguita fin sotto l’edificio delle forze dell’ordine, continuando a minacciarla. E non si è limitato a questo.
Per esercitare un controllo totale e meschino, le ha letteralmente strappato il passaporto. Un gesto che non è solo violenza fisica, ma un chiaro segnale di intimidazione e tentativo di isolarla, rendendola ancor più vulnerabile.
Davanti agli agenti – coordinati dal comandante Gianluca Mirabelli – la vittima ha finalmente potuto raccontare la sua verità. Mesi di convivenza che assomigliavano a un incubo, un susseguirsi di aggressioni fisiche e intimidazioni costanti.
È fondamentale che queste storie vengano alla luce. Non solo per la giustizia, ma per ricordare che il coraggio, anche il più piccolo, può spezzare le catene dell’abuso e della paura. Ora tocca alle forze dell’ordine fare il loro lavoro e alla comunità supportare questa ragazza.


