Ancora sotto controllo la situazione in Italia. Ma la Ue mantiene alta l’attenzione
Calano gli arrivi di migranti in Grecia dalla Turchia dopo l’entrata in vigore dell’accordo stipulato da Ankara con la Ue.
Una situazione che è stata definita “incoraggiante” dalla portavoce della Commissione Ue, Natasha Bertaud, che non ha mancato di sottolineare il fatto che “per ora niente suggerisce un aumento significativo” degli arrivi in Italia dalla Libia.
L’Unione Europea, tuttavia, “non ha mai perso di vista la situazione” in Italia che rimane delicatissima; per questo motivo l’Italia è stata inserita nel programma dei ricollocamenti e ha chiesto la creazione degli hotspot.
Da Bruxelles, poi, arrivano anche un po’ di cifre: prima in media gli arrivi in Grecia erano 2mila al giorno; dal momento in cui è ufficialmente scattata l’intesa con Ankara (il 20 marzo scorso), gli arrivi sono scesi a 1.667 per ridursi drasticamente a 600 il 21 marzo, a 260 il 22, e, addirittura, zero il 23. I numeri sono tornati a salire nei giorni successivi: 161 il 24, 78 il 25, 73 il 26, infine 232 il 27 e ieri 192.
Nel frattempo sono anche stati già effettuati diversi rimpatri, in totale 147, per i migranti non aventi diritto all’asilo (si tratta per lo più di pakistani, Bangladesh, marocchini, algerini, e anche turchi).

