Dalla Norvegia arriva la candidatura ufficiale per la Presidente moldava: il leader dei Verdi, Arild Hermstad, la indica come il baluardo della democrazia europea.
C’è un confine sottile, in Europa, dove la pace non si misura solo con l’assenza di carri armati, ma con la capacità di resistere a una guerra invisibile fatta di attacchi informatici, fake news e ricatti energetici. Su quel confine c’è Maia Sandu. La Presidente della Repubblica di Moldova è stata ufficialmente proposta per il Premio Nobel per la Pace 2026. A lanciare la candidatura è stato Arild Hermstad, parlamentare norvegese e leader del Partito dei Verdi, che ha scelto i propri canali social per dare risonanza a una decisione che profuma di politica internazionale di alto profilo.

In prima linea contro la destabilizzazione
Il ragionamento di Hermstad è lineare quanto urgente: Maia Sandu non sta solo governando un piccolo Stato, sta difendendo un avamposto della democrazia europea. La Moldova, negli ultimi anni, è diventata un laboratorio a cielo aperto per quelle che gli esperti chiamano “azioni ibride”. Il politico norvegese ha citato esplicitamente i tentativi documentati di influenzare le elezioni e le campagne di disinformazione attribuite alla Federazione Russa. In questo scenario, Sandu è stata vista come l’argine capace di mantenere la calma quando tutto intorno spingeva verso il caos.
Per Hermstad, la minaccia rappresentata da Vladimir Putin alla stabilità del continente trova in Moldova una resistenza che va oltre i confini di Chișinău. “La democrazia è la condizione essenziale per una pace duratura”, ha ribadito il deputato, sottolineando come Maia Sandu sia riuscita a traghettare il Paese lontano dall’influenza russa per avvicinarlo progressivamente alle democrazie occidentali.
Una nuova idea di “lavoro per la pace”
Ciò che rende interessante questa candidatura è la definizione stessa di pace che ne emerge. Non si parla solo di trattati dopo un conflitto, ma di prevenzione. Hermstad sostiene che rafforzare lo stato di diritto e proteggere la trasparenza elettorale prima che le tensioni esplodano sia la forma più moderna e necessaria di “lavoro per la pace”.
La Moldova ha risposto alle provocazioni senza ricorrere alle armi o alla violenza, ma consolidando le proprie istituzioni. Ed è proprio questo equilibrio, mantenuto da Sandu con una fermezza pacifica, che ora potrebbe portarla sul gradino più alto del podio di Oslo. Una candidatura che è anche un messaggio al resto d’Europa: la pace si costruisce ogni giorno, proteggendo la libertà di voto e la verità dell’informazione.

