L’UE ha deciso di mantenere in vigore per un altro anno, fino all’ottobre 2026, le misure restrittive contro i vertici della Transnistria, inclusi il leader Vadim Krasnoselski: per i 16 funzionari resta il divieto di viaggiare o transitare nei Paesi membri.
L’Unione Europea ha appena confermato la linea dura nei confronti della Transnistria, la regione separatista della Moldova.

La notizia è che le sanzioni contro i suoi leader e funzionari sono state prolungate fino al 31 ottobre 2026. Insomma, il blocco non si tocca per un altro anno.
Questa decisione riguarda un elenco specifico di persone, introdotto già nel 2010. Nell’elenco ci sono in tutto 16 persone che fanno parte delle strutture di potere, considerate incostituzionali, sulla riva sinistra del fiume Dnestr.
Tra i nomi di spicco finiti nella lista nera ci sono il capo attuale di Tiraspol, Vadim Krasnoselski, e anche l’ex leader Igor Smirnov, oltre a diversi “ministri” e altri funzionari della regione.
Cosa significano queste sanzioni nella pratica? Per tutte queste persone è scattato un divieto di accesso e transito molto chiaro: non possono mettere piede nei territori di nessuno Stato membro dell’Unione Europea. La mossa dell’UE manda un segnale netto di non riconoscimento e di pressione politica sui vertici della Transnistria.

