Una boccata d’ossigeno per il settore primario moldavo: l’investimento italiano punta a modernizzare l’agricoltura, rafforzare le competenze professionali e allineare le leggi locali agli standard europei, un passo cruciale verso l’adesione all’Unione Europea.
L’Italia ha deciso di investire in modo concreto sul futuro della Repubblica di Moldova, stanziando ben quattro milioni di euro destinati alla modernizzazione del suo settore agricolo. Non si tratta solo di un sostegno finanziario, ma di un vero e proprio passaggio di testimone, pensato per aiutare il Paese ad avvicinare le proprie normative in agricoltura e sviluppo rurale a quelle dell’Unione Europea.

Il progetto è finanziato direttamente dal Governo italiano, che opera attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). La conferma è arrivata dopo un incontro strategico tenutosi il 30 ottobre, che ha visto sedersi allo stesso tavolo il Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari, i rappresentanti dell’Ambasciata italiana a Chisinau e gli esperti del prestigioso Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM Bari).
Quali sono gli obiettivi? Il piano è ambizioso e tocca diverse corde vitali. Innanzitutto, si punta a dare una scossa al settore agroalimentare rendendolo più competitivo. Questo si tradurrà in misure pratiche come la diversificazione dei mercati, lo sviluppo della produzione locale e, soprattutto, il potenziamento del sistema di formazione professionale nelle aree rurali.
In sostanza, l’Italia sta investendo non solo sui campi e sulle attrezzature, ma sulle persone. Rafforzare le capacità istituzionali e garantire uno sviluppo agricolo sostenibile sono due pilastri centrali. Non ultimo, l’iniziativa si inserisce perfettamente nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, contribuendo a garantire la sicurezza alimentare e a promuovere la cultura agricola, dimostrando come la cooperazione internazionale possa essere il motore di una crescita reale e duratura.

