Un progetto concreto, finanziato per oltre 500 mila dollari dall’Italia tramite l’UNDP, che sta rendendo gli ospedali di Straseni, Cimislia e Anenii Noi più autonomi e soprattutto più sicuri in caso di blackout, permettendo loro di risparmiare cifre enormi che potranno essere spese per curare meglio i pazienti.
Il Governo italiano. Roma ha deciso di investire oltre mezzo milione di dollari (parliamo di più di 500 mila dollari, per la precisione) in tre ospedali moldavi: quelli di Straseni, Cimislia e Anenii Noi.
L’idea, realizzata con l’aiuto dell’UNDP, è semplice ma geniale: montare tantissimi pannelli fotovoltaici con delle belle batterie di accumulo. In totale, si parla di una capacità produttiva di 460 kW. Ma perché è così importante, soprattutto per un ospedale?

La risposta è duplice. Innanzitutto, si riducono tantissimo le bollette. A Straseni, per esempio, dove si è tenuta la cerimonia di donazione il 20 novembre, la vicedirettrice Anastasia Filimon ha fatto i conti: ha detto che il risparmio annuale potrebbe arrivare a ben 800 mila lei, riducendo i costi addirittura del 70-80%. Un sollievo enorme per le finanze di strutture che ogni anno assistono migliaia di persone (solo a Straseni ci sono 7.000 ricoverati).
Ma c’è un motivo ancora più cruciale: l’autonomia. Tutti i paesi, in questo periodo storico, hanno bisogno di “resilienza energetica”, specialmente in caso di interruzioni di corrente. Avere questi pannelli e le batterie significa che, se salta la luce, gli ospedali non si fermano. E, come ha detto Angela Paraschiv del Ministero della Salute, “L’energia verde negli ospedali salva vite – direttamente e indirettamente.”
In totale, questi nuovi impianti (che comprendono 242 pannelli solo a Straseni, per dire) produrranno più di 500 MWh ogni anno, riducendo di conseguenza le emissioni di CO₂ di circa 237 tonnellate. Un bel respiro per il pianeta!
L’investimento italiano non si ferma qui: è accompagnato da audit energetici in altre 12 istituzioni mediche. Un aiuto concreto che, combinando il sistema solare con le batterie di accumulo, permette agli ospedali di sfruttare al massimo l’energia pulita prodotta, un vero esempio di come la cooperazione internazionale possa fare bene sia alle persone che all’ambiente.
