Le esplosioni, causate da un’autobomba, hanno distrutto il santuario siriano, mentre a Ginevra sono partiti i colloqui di pace mediati dall’Onu
Un triplice attentato messo a segno dall’Isis a Damasco questa mattina ha causato, secondo le primissime stime, almeno 45 morti nei pressi del santuario sciita di Sayyidah Zaynab a sud della Capitale siriana.
Il mausoleo, meta di pellegrinaggi sciiti dalla Siria e da altri paesi arabi, già era stato preso di mira nel febbraio dello scorso anno. Allora, però, a morire furono 4 persone, rimaste coinvolte in due attacchi suicidi, mentre in 13 rimasero feriti nei pressi di un check-point sempre nello stesso quartiere.
La rivendicazione da parte dello Stato Islamico è arrivata immediatamente ed è stata riportata dall’agenzia di stato Sana che ha anche riferito di circa 110 feriti coinvolti nell’esplosione.
L’attentato avviene proprio nel giorno in cui l’inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, incontra a Ginevra la delegazione dell’opposizione che ieri è arrivata in Svizzera minacciando di abbandonare il tavolo dei colloqui in caso di mancato rispetto delle condizioni poste per avviare il negoziato.

