Dopo sei anni di latitanza, Vladimir Plahotniuc è stato estradato. Il suo ritorno in Moldova ha scatenato un’ondata di reazioni, dividendo l’opinione pubblica tra chi esulta per un segnale di giustizia e chi teme che la sua presenza possa influenzare le imminenti elezioni.
L’estradizione di Vladimir Plahotniuc è diventata un caso politico e sociale. Il suo atterraggio a Chișinău il 25 settembre, ammanettato e scortato, ha scatenato reazioni a catena. Politici, giornalisti e attivisti hanno espresso il loro parere su un evento che va ben oltre la semplice cronaca giudiziaria.

Una vittoria per la giustizia
La maggior parte delle reazioni online ha accolto l’estradizione come un segnale positivo. Per l’ex ministro degli Esteri Nicu Popescu, è “un passo innegabile” verso la pulizia del sistema giudiziario, anche se il processo deve essere accelerato. Per il leader del partito LOC, Alexandru Bujorean, la sua detenzione è la prova che “nessuno è al di sopra della legge” e che la collaborazione tra le forze dell’ordine e i partner stranieri funziona. Hanno commentato anche il deputato Radu Marian e la presidente del Consiglio della Stampa, Viorica Zaharia che ha descritto l’estradizione come una “ricompensa” per chi ha sofferto il regime oligarchico.
Giochi politici in vista delle elezioni
Le reazioni, però, non sono state solo positive. Alcuni politici hanno colto l’occasione per avvertire che il destino di Plahotniuc è legato al risultato delle elezioni di domenica. Il leader del Partito di Unità Nazionale, Octavian Țîcu, ha definito l’arrivo dell’oligarca “un bastone con due teste”: da un lato un momento di gloria per il governo, dall’altro il rischio di una “restaurazione del regime di Plahotniuc” se il governo perdesse le elezioni. Un concetto ribadito anche da un altro candidato del PAS, Dorian Istratii, che ha scritto: “Dipende dal vostro voto di domenica se [Plahotniuc] rimarrà in prigione o sarà rilasciato”.
Il ruolo della satira
In un quadro così polarizzato, non sono mancate le battute. L’ex ministro dell’Economia, Dumitru Alaiba, ha commentato con ironia l’estradizione, scherzando sul fatto che Plahotniuc non ha potuto applaudire quando l’aereo è atterrato perché aveva le mani dietro la schiena. Anche un’attivista, Vlada Ciobanu, ha usato il sarcasmo per commentare la vicenda, paragonando la caduta dell’oligarca a una storia degna di una serie TV, un esempio di “karma” e umiliazione.
In attesa del processo, che si terrà nel penitenziario n. 13, Plahotniuc resta al centro di un dibattito che va oltre la sua colpevolezza e che si lega inevitabilmente al futuro politico della Moldova.

