L’avvocato di Vladimir Plahotniuc, Lucian Rogac, accusa le autorità della Repubblica di Moldova di aver intenzionalmente rallentato il processo di estradizione del suo cliente.
Secondo l’avvocato di Vladimir Plahotniuc, Lucian Rogac, sarebbero le autorità della Repubblica di Moldova, in particolare il Ministero della Giustizia e l’Ufficio del Procuratore Generale, ad aver trovato un modo per ritardare il processo di estradizione.

L’avvocato Rogac sostiene che le autorità moldave avrebbero diviso i fascicoli relativi a Plahotniuc in diverse parti, inviando una richiesta di estradizione separata per ogni caso. Questo crea molteplici udienze e decisioni legali, prolungando i tempi e impedendo al Ministero della Giustizia greco di prendere una decisione definitiva in tempi brevi. L’avvocato ritiene che si tratti di una “manovra legale” fatta apposta per rallentare il tutto.
L’estradizione è stata avviata con una prima richiesta dei procuratori moldavi il 24 luglio, due giorni dopo la detenzione di Plahotniuc ad Atene. Una seconda richiesta, relativa ad altri tre casi penali, è stata inviata l’8 agosto. Il Ministero della Giustizia greco deve ancora prendere una decisione finale. Nel frattempo, la Corte d’appello di Atene ha già deciso a favore dell’estradizione il 13 agosto, ma la decisione non è definitiva e spetta al Ministero della Giustizia greco.
L’oligarca è detenuto ad Atene, in Grecia, dove i suoi beni (denaro, documenti, orologi, ecc.) rimarranno sequestrati fino a una decisione finale.

