Il “fenomeno” della diaspora moldava conta quasi 3 milioni di persone, con l’Italia che ospita oltre 100.000 cittadini e il Veneto che si conferma la regione d’elezione per una comunità stabile e produttiva, in calo ma ancora al quinto posto per numero di residenti stranieri.
L’Altra Moldavia. Che ha lasciato 2.996.106 (a metà 2025) connazionali rimasti, stimati in base ad elaborazioni di Worldometer (sito web che fornisce contatori e statistiche in tempo reale su varie tematiche).
L’Altra Moldavia. Ma pure Le Altre Moldavia, consistenti o meno, nuclei di emigranti dispersi in varie nazioni. Nella maggior parte dei casi restandovi, raramente rimpatriando.
È l’agrodolce (ma sempre inquieto e penoso, almeno inizialmente) “fenomeno” della diaspora, termine adottato ufficialmente dal governo moldavo nel 2016 (“Cittadini della Repubblica di Moldavia residenti in modo temporaneo o permanente all’estero”, soprattutto in Romania, Ucraina, Russia, Germania, Italia, Francia, Canada, Spagna, Kazakistan, Portogallo, Grecia, Stati Uniti, Bielorussia, Regno Unito ecc.).
O “cittadini della Repubblica di Moldavia temporaneamente o permanentemente residenti fuori dal Paese. Persone originarie della Repubblica di Moldavia e discendenti, così come le comunità da loro formate”.
Stando a https://www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri/moldova/, i moldavi residenti in Italia al 1° gennaio 2024 sono 102.667 (il 2% della popolazione straniera in ambito nazionale), Questo ed altri risultati affiorano dal Censimento permanente della popolazione (elaborazioni su dati ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica).
Il Veneto, nello specifico, primeggia a livello nazionale come scelta di vita di 26.037 moldavi (8.959 maschi e 17.078 femmine) che formano il 25,4% del totale dei moldavi in Italia. Va registrato un -8,8% di variazione rispetto all’anno precedente.
Andando a ritroso, il link menziona il Veneto sempre quale regione prediletta dai moldavi per un’alternativa duratura: 31.913 (2019), 31.052 (2020), 32.190 (2021), 30.008 (2022), 28.553 (2023). Allargando alla dispersione di moldavi nell’Italia intera, sono 122.762 (2019), 118.516 (2020), 122.667 (2021), 114.914 (2022), 109.804 (2023).
A sua volta, “Immigrazione straniera in Veneto – Rapporto 2023” (a cura dell’Osservatorio Regionale Immigrazione della Regione del Veneto, Assessorato a Territorio, Cultura e Sicurezza, gennaio 2024), con informazioni disponibili al 31 dicembre 2023, riferisce che la popolazione straniera in regione (al 1° gennaio 2023) ammonta a 498.127 unità (pari al 9,7% delle presenze straniere globali a livello nazionale che sommano 5.141.341 persone).
Quella stabile a Verona risulta leader (con 111.175 soggetti di varia provenienza) tra le province venete ospitanti popolazione extra italiana.
Il “Rapporto 2023” in capitoli e schede, eseguito dal gruppo di ricerca della Fondazione Leone Moressa (affidataria del servizio di supporto alla realizzazione degli studi dell’Osservatorio Regionale Immigrazione), menziona la Moldavia al quinto posto, in quanto a numero, (dopo Romania, Marocco, Cina ed Albania) tra i Paesi d’origine della popolazione straniera in Veneto (sempre al 1° gennaio 2023) con una somma maggiore rispetto alla citata in precedenza: 28.553 residenti (cioè il 5,7% del totale regionale da altre nazioni), di cui il 65,8% donne.
Altri interessanti elementi a tema emergono dalle statistiche del “Rapporto”. Tra le maggiori nazionalità in province venete (al 2022), i moldavi sono il terzo gruppo a Padova (il 9% degli stranieri censiti) ed a Venezia (8,2%).
Gli imprenditori moldavi immigrati in Veneto (2022) sono 2.700, tra i quali 895 femmine.
Secondo quanto emerge dal Censimento permanente della popolazione in Veneto dell’ISTAT relativo al 2023 (documento datato 14 aprile 2025), “la maggior parte degli stranieri residenti in Veneto proviene dall’Europa (53,2%), il 22,7% dall’Asia, il 20,1% dall’Africa e il 4,0% dall’America. I cittadini stranieri provengono da 174 Paesi del mondo, soprattutto da Romania (25,2%), Marocco (9%) e Cina (7,3%). I residenti stranieri di cittadinanza rumena e moldava presentano in Veneto una concentrazione significativamente più alta rispetto alle percentuali nazionali, mentre le quote sono inferiori per la cittadinanza albanese e quella ucraina”.

Claudio Beccalossi

