Il governo moldavo, guidato dal Primo Ministro Alexandru Munteanu, svela un piano dettagliato e ambizioso: dieci priorità chiave per finire i negoziati di adesione all’Unione Europea entro la fine del 2027 e arrivare alla firma definitiva nel 2028.
Il cammino della Moldova verso l’Unione Europea ha appena trovato una bussola decisamente più precisa. Martedì, il Primo Ministro Alexandru Munteanu ha voluto fare chiarezza, presentando un pacchetto da dieci priorità.

La grande notizia, quella che suona come una scadenza fissata con inchiostro rosso, è che la squadra di governo punta a chiudere l’intera fase dei negoziati di adesione entro la fine del 2027. Questo significa che la Moldova vorrebbe essere pronta a mettere la firma sull’accordo finale già nel 2028. È un obiettivo ambizioso, che richiede uno sforzo enorme.
Cosa c’è in queste dieci priorità? Non si parla solo di scartoffie burocratiche. L’esecutivo ha messo in cantiere una vera e propria trasformazione domestica. L’obiettivo primario è convertire l’economia nazionale in un’economia di stampo europeo e, cosa ancora più fondamentale, riuscire a costruire finalmente uno Stato di diritto vero. Si lavorerà anche per creare una macchina amministrativa che sia forte, moderna e, ovviamente, europea.
Ma non basta il lavoro dietro le quinte. Il piano include anche mosse “esterne” e di comunicazione. Per esempio, le autorità vogliono rafforzare i legami con tutti i singoli Stati membri dell’UE e garantire che tutte le istituzioni moldave che si occupano di integrazione europea lavorino in strettissimo coordinamento. Tutto ciò confluirà nel nuovo Programma Nazionale di Adesione (2025-2029).
Infine, il capitolo comunicazione è essenziale: il governo Munteanu ha messo in cima alla lista la necessità di parlare in modo chiaro, trasparente e onesto con tutti. Questo include i cittadini, gli imprenditori, la società civile, la stampa, i centri universitari e persino la diaspora. L’idea è fare in modo che l’intero percorso diventi una piattaforma di unificazione per tutti i moldavi, lasciando da parte le divisioni politiche.
Come ha ben sintetizzato il Primo Ministro durante la conferenza con la Commissaria europea Marta Kos: “Abbiamo un piano. Abbiamo un team dedicato. E abbiamo tutto il Paese che ci sostiene. Abbiamo cominciato questo viaggio con la speranza e lo continuiamo adesso con fiducia reciproca.” Il messaggio è chiaro: l’unità nazionale è la vera moneta con cui la Moldova spera di pagare il biglietto per Bruxelles.

