Nell’Ucraina meridionale, tra i fiumi Dnestr e Danubio, è presente una regione dal nome esotico che presto potrebbe anche finire sulle prime pagine di moltissime giornali internazionali.
La Bessarabia meridionale, o Budjak, è una regione molto vasta come la Calabria ma con solo un quarto dei suoi abitanti, circa mezzo milione. Stiamo parlando di un crogiolo di lingue e culture che si trova al confine tra Moldavia e Romania e vicina alla Transnistria e alle sue basi militari russe. Secondo l’Economist, la Bessarabia potrebbe essere il prossimo obiettivo delle ambizioni del presidente russo Vladimir Putin.

Una posizione strategica
Nel 2014 la Russia è intervenuta nel merito degli affari interni dell’Ucraina, uno stato che fu governato fino alle proteste dello scorso inverno da un presidente filo-russo, Viktor Yanukovych. Tra febbraio e marzo 2014 le forze speciali russe hanno di fatto deciso di annettere la Crimea, una regione autonoma dell’Ucraina.
Nei tanti mesi successivi, milizie di ribelli armate e poi appoggiate dalla Russia hanno iniziato una guerra civile nelle regioni orientali dell’Ucraina: la guerra è ancora in corso, nonostante lo scorso settembre alcuni ribelli e governo ucraino si siano accordati per una tregua (piuttosto precaria, comunque).
Oggi la Russia ha esercitato la propria influenza in tre aree all’interno o vicino all’Ucraina: la Crimea, l’Ucraina orientale e la Transnistria, una piccola striscia di terra che è collocata tra Ucraina e Moldavia.
Nel 1990 la Transnistria si dichiarò indipendente dalla Moldavia, con un atto che non fu stato riconosciuto a livello internazionale, nemmeno dalla Russia.
Il paese è attualmente sotto la tutela russa a causa della presenza di alcune migliaia di militari. Almeno dallo scorso marzo stiamo parlando della possibilità che la Russia possa tentare una qualche azione per unire questi tre territori, tutti attualmente separati gli uni dagli altri. Lo snodo importante , il territorio che potrebbe fare da cerniera a queste tre aree, è proprio la Bessarabia.

